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Bonino: “Mi alleo con i dem, per Gentiloni l’obiettivo è battere gli amici di Le Pen”

Intervista di Emma Bonino a “la Repubblica”
(di Giovanna Casadio)

«Soddisfatta? Più che altro motivata. Non so fare le cose senza passione». Emma Bonino con la lista +Europa ha scelto di correre in coalizione con il Pd. Ammette però: «Io ho più sintonia con Gentiloni, che conosco meglio, che con Renzi che conosco poco. Gentiloni non ha la sfrenata volontà di rottamare e rompere sempre tutto, ne apprezzo il modo di porsi rispetto alle istituzioni».

Bonino, alla fine +Europa ha deciso che è meglio accompagnati piuttosto che da soli. Uniti si vince?
«Non è che uniti si vince sempre. Unione non può essere un minestrone. Ma abbiamo pensato che questa battaglia meritava un`apertura, di stare quindi con forze che andassero nella nostra direzione per battere gli avversari che sono i nazionalisti anti europei, amici della Le Pen, di Orban, di quelli che hanno voluto la Brexit».

Ma lei si fida del Pd?
«Penso che non sia questione di fiducia ma di conquistare strumenti di lotta parlamentare e di iniziativa politica anche per rafforzare l`europeismo del Pd, che in questi anni è stato abbastanza altalenante».

Ci sono molti punti su cui lei e Renzi non dite la stessa cosa. Sui conti pubblici ad esempio. Sulla trattativa Ue per i parametri da rispettare.
«Esattamente. Loro sono il Pd e io sono Radicale. In più la legge, confusa, che hanno voluto non parla di programma comune né di leader comune. Dove la penseremo diversamente ciascuno farà le sue battaglie. Ricordo che noi Radicali con Walter Veltroni, all’epoca segretario del Pd, nel 2008 facemmo un accordo assai più pesante. Ci fu imposto non solo il veto alle candidature di Marco Pannella di Sergio D’Ella e di Silvio Viale, ma soprattutto alla presentazione di una lista autonoma e collegata. Privilegio che fu concesso alla lista di Di Pietro con un risultato che forse non tutti ricordano. Marco ci obbligò ad accettare, convinto che dovevamo avere una sponda politico-parlamentare».

Gentiloni è più affidabile di Renzi?
«Io ho più sintonia con Gentiloni che conosco meglio e da più tempo che con Renzi che conosco poco. Più sintonia non solo nel merito politico ma nel modo di porsi rispetto alle istituzioni. Non ha una sfrenata volontà di rottamare e rompere sempre tutto. Pur con le differenze che ci sono, apprezzo questa modalità di portare avanti il paese senza troppi elettroshock».

Le politiche sull`immigrazione sono il punto di maggiore distanza dal Pd di Renzi?
«In questi mesi, senz`altro. Davanti a cifre di questo gennaio gli sbarcati 3.667i morti 200 e i rimpatriati 800 o 900 – ci vogliono politiche ispirate alla legalità e all`umanità. Noi continueremo la battaglia di “Ero straniero” per il superamento della Bossi-Fini».

Dopo il voto del 4 marzo, quale scenario secondo lei si prefigura?
«Non ho la palla di vetro. D`altra parte in tutti i sistemi proporzionali, e questo lo è, non si sapeva mai cosa sarebbe accaduto dopo. Ma non mi voglio rassegnare alla situazione attuale come viene presentata dai vari sondaggisti».

E tuttavia come schiererà la sua pattuglia di parlamentari se riesce a superare la soglia del 3%? A quale governo sarete disponibili?
«Se riusciremo a superare il 3%, impresa che ai Radicali non sempre è riuscita, staremo con un governo che abbia l`europeismo come priorità. Quando sento poi politici importanti che citano nel loro vocabolario parole come razza, mi spavento. Un paese, l`Italia, che ha prodotto le leggi razziali deve usare con cautela il vocabolario».

In quale collegio uninominale sarà candidata? In popolarità lei è seconda solo a Gentiloni.
«Non so ancora. Sono contenta di essere popolare, ipocrita se non lo fossi. Mi farebbe piacere che la popolarità si traducesse in voti». Un gruppo di compagni radicali la accusa di avere tradito Pannella. «Sono amareggiata dagli attacchi. Ma non risponderò alle polemiche. Non ho mai preteso di essere Pannella, ma ricordo che gli Stati Uniti d`Europa è stata la battaglia e la storia radicale e pannelliana da sempre».

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