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Serve un diritto di famiglia europeo

di Elisa Pugliese*

In Italia risiedono quasi 2 milioni di famiglie con un membro straniero (fonte: ISTAT 2011) e nel solo 2017 si sono celebrati circa 25mila matrimoni tra un/a italiano/a e un/a straniero – di cui un quarto con un/a cittadino/a europeo (fonte: ISTAT 2017).

A questi si aggiungono tutti gli italiani residenti e sposati all’ estero con cittadini di altra nazionalità, e relativi figli: tra noi di Più Europa nella Circoscrizione Estero, negli ambienti expat e tra la “Generazione Erasmus” ormai essere una famiglia multiculturale non rappresenta affatto un’ eccezione. Le famiglie internazionali sono decisamente un trend crescente.

Non esiste individuo – adulto, bambino o anziano – che non sia oggetto del diritto di famiglia per il semplice fatto di essere nato: un’ affermazione talmente ovvia da scivolare quasi nel dimenticatoio della quotidianità.

La cronaca riporta i casi più strazianti di figli sottratti dai genitori e “scappati” all’ estero, ma non è necessario parlare di drammi per costatare le difficoltà pratiche: come calcolare gli alimenti in caso di separazione? E come regolare il diritto di visita? E come definire il luogo di residenza di un minore conteso figlio di due genitori in due Paesi diversi? E chi tutela i minori italiani nei tribunali esteri? E come si spartisce un’ eredità?

 

In pratica dalla nascita al matrimonio (o unione civile, o coppia di fatto), alla nascita dei figli, affrontando un´eventuale separazione con relative dinamiche emotive e giudiziarie, all´assistenza dei parenti anziani e alla gestione di una successione transfrontaliera – l´omogeneità del diritto di famiglia europeo risparmierebbe molte difficoltà.

Nonostante la rilevanza del fenomeno, attualmente non esiste un diritto di famiglia comunitarioche garantisca chiarezza e certezze ai cittadini europei, soprattutto quando si trasferiscono da uno Stato all´altro o fondano nuovi nuclei famigliari tra membri di Stati diversi.

Sarebbe assai promettente per Più Europa affrontare per prima questo tema, sviluppare delle proposte di contenuti per un Diritto di Famiglia Europeo, inserirle nel proprio programma (almeno come dichiarazione di intenti) e attirare così nuovi simpatizzanti.

Il tema della Famiglia risulta essere un fattore di differenziazione nello scenario politico attuale e quindi anche in grado di spostare il focus dalle questioni dominanti degli avversari.

Parlare di famiglia e relazioni famigliari consente di appellarsi “alla pancia” degli elettori, coinvolgendo tutti: ideale per contrastare il gap di empatia di cui il nostro partito viene spesso rimproverato.

 

*Gruppo +Europa Bruxelles/Europa

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