News navigate_next News navigate_next #IlMioCongresso: Giulia ha una nuova amica, la politica

#IlMioCongresso: Giulia ha una nuova amica, la politica

di Giulia Castelnovo
Il mio congresso inizia venerdì alle 7 del mattino, quando prendo un bus per raggiungere l’aeroporto di Bruxelles, città in cui vivo e studio. Se un paio di anni fa mi avessero detto che la politica sarebbe diventata mia amica una volta lasciata l’Italia, forse non ci avrei creduto. Invece, eccomi qui: al primo Congresso di Più Europa, valigia in mano e badge arancione al collo. Sul cartellino, come un’imperatrice discreta, La Danza di Matisse.
Prima di partire per Milano il mio timore più grande è quello di sentirmi fuori luogo. Io voglio danzare a ritmo e, nel mio piccolo, quel ritmo voglio anche  scandirlo. Così, quando mi propongono di dare una mano allo staff accetto senza pensarci due volte. Dopo tre ore, ho un sacco di nuovi amici con esperienze politiche diverse che vivono, sognano, leggono e comunicano in posti diversi d’Italia e d’Europa. Diversi, come i nostri accenti e come i segretari e le liste che sosteniamo. Eppure una certa armonia aleggia nei nostri discorsi.
Il sabato è una vera festa. Non posso fare a meno di emozionarmi quando Federica Thiene racconta di quando suo figlio le ha chiesto se questa signora Politica, di cui parla tanto a casa ultimamente, sia la sua nuova fidanzata. Mi chiedo se il mio Paese sia pronto a tanta elegante disinvoltura e bellezza.
Il congresso è finito da quasi una settimana e solo oggi sono capace di rispondere a quella domanda interiore. Il mio Paese è pronto, ma forse non sarà semplice come speravamo. Ieri un amico di Brescia, conosciuto al congresso, mi ha scritto: “vediamo di fare rete, io, te, tutti quanti. +Europa ne ha bisogno, noi ne abbiamo bisogno”. Fare rete, mi piace. Ma quale rete può coprire tutta questa distanza? La Danza. Un passo dopo l’altro, come nel quadro di Matisse. Danzando, perché il movimento instancabile continui ad essere tensione verso l’unione con gli altri. +Europa ne ha bisogno, ma io ancora di più”.