News

Contro i dazi di Trump serve un grande accordo commerciale Ue-Usa

di Marco Marazzi, candidato di +Europa nel nordovest

Il completamento del mercato unico europeo e la conclusione di accordi commerciali internazionali sono due potenti motori  di crescita economica e quindi creazione di opportunità di lavoro in Europa. Sul primo punto, purtroppo stiamo andando troppo lenti perché vanno ancora armonizzate regolamentazioni nazionali soprattutto nel settore dei servizi. La resistenza dell’Italia sulla direttiva Bolkestein è un esempio. Sul secondo punto, gli appelli al protezionismo si fanno sempre più forti anche in Europa e se ascoltati minacciano direttamente anche il nostro export italiano e i consumatori stessi che potrebbero trovarsi costretti a comprare prodotti più costosi. Eppure, di recente l’applicazione provvisoria del CETA ha dimostrato con un più 10% di export UE e quasi più 6% italiano verso il Canada che questi accordi sono importanti per le nostre aziende. Gli accordi appena conclusi col Giappone e con Singapore promettono risultati altrettanto positivi. Al contrario,  l’accelerazione di Trump sui dazi non solo verso la Cina ma anche verso i prodotti europei penalizzerà fortemente il Made in Italy. Ecco perchè riteniamo necessario e urgente riprendere il filo delle trattative per un grande accordo commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa.

Da europarlamentare quindi mi impegno a sostenere ogni provvedimento teso a completare il mercato unico e spingere per la sua applicazione in Italia. Mi impegno anche a sostenere ogni trattato commerciale che renda più facile per i nostri esportatori vendere prodotti o servizi in altre aree del mondo, a cominciare da un nuovo accordo di libero scambio con gli USA e con altri paesi ASEAN; a promuovere un accordo di libero scambio con l’Africa, vero motore potenziale di sviluppo per il continente ma allo stesso tempo premere per una reale apertura di paesi a forte crescita come Cina ed India agli investimenti delle nostre aziende. E mi opporrò all’adozione di qualsiasi misura protezionistica che non sia pienamente consentita in base alle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Condividi su