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Della Vedova: “sulla cannabis Salvini entra a gamba tesa contro le imprese. No al proibizionismo, ma basta distrazioni di massa”.

Salvini è un abile depistatore di massa. In questi giorni parla di cannabis. Il problema è che c’è una campagna elettorale per le elezioni europee e di quello bisognerebbe parlare, e invece siamo qui a parlare di cannabis. Light, per giunta. Parliamone, ma facciamolo dal 27 maggio in poi. Nessuno è più pronto di noi a farlo.

Ma ora parliamo di Europa, di lavoro, della credibilità del nostro paese fatta a pezzi da questa maggioranza. Solo una cosa voglio dire, e voglio dirla agli imprenditori italiani: vi sentite davvero tutelati da Salvini? 10.000 addetti, 1500 imprese, questi sono i numeri del mercato legale della cannabis light. Sarebbero da buttare in mezzo a una strada dall’oggi al domani, perché non piacciono al nostro ministro dell’interno.

Questa è una concezione del lavoro e dell’impresa aberrante e pericolosa per chiunque abbia voglia di investire in Italia in qualsiasi settore.

Comunque sia, ho sempre pensato e penso che il proibizionismo, la guerra militare alla droga condotta in questi decenni, ha fallito.

Questa è un’evidenza che è sotto gli occhi di tutti, e che dovrebbe preoccupare soprattutto quelli che sono più contrari alla diffusione del consumo della cannabis.

Il proibizionismo serve a dare l’illusione di fare qualcosa per risolvere un problema, mentre invece si contribuisce attivamente ad aggravarlo, in termini di legalità, di criminalità e di salute.

Se si facesse davvero l’analisi dei costi e dei benefici del proibizionismo sulla cannabis, se guardassimo ai risultati, avremmo dovuto cambiare strada già da un pezzo.

E infatti stanno cambiando strada molti paesi civili, ai quali dovremmo guardare come a degli esempi e studiare la loro esperienza, dal Canada al Colorado.

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