News

Minibot, una moneta parallela illegale per preparare l’Italexit

di Gerardo Benuzzi

Dopo la mozione approvata dalla Camera dei Deputati qualche settimana fa, e il dibattito che ne è seguito, i Minibot sono tornati al centro della scena politica, con il botta e risposta, tutto interno alla Lega, tra Giorgetti e Borghi, con quest’ultimo che lo ha definito peraltro sul Corriere “uno dei nostri cavalli di battaglia”, che porteremo avanti con Salvini.

Affermazione che, a dire poco, raggela il sangue a tutti coloro che si oppongono a una deriva sudamericana per il nostro paese e all’uscita dall’euro.

I Minibot vengono propagandati  dal Governo come una soluzione al problema dei pagamenti arretrati della Pubblica Amministrazione verso i privati:  apparentemente una nobile azione, di fatto un grande inganno verso imprenditori, famiglie e tutto il paese, di cui non si ha sufficiente consapevolezza.

In primo luogo, va considerato che nel debito pubblico calcolato secondo i parametri del trattato di Maastricht , NON sono calcolati i debiti delle pubbliche amministrazioni verso i loro fornitori/creditori. Di conseguenza,  accelerare il pagamento di questi debiti significherebbe far lievitare fabbisogno e debito sovrano .

In situazioni normali, lo Stato pagherebbe i suoi fornitori in euro e, per farlo, dovrebbe emettere nuovi titoli di stato per finanziare questo nuovo fabbisogno finanziario e ovviamente collocarli in un mercato sempre più diffidente verso il nostro paese , a tassi crescenti, per la totale mancanza di credibilità del governo attuale .

Orbene, quale è dunque la scorciatoia prevista dall’attuale governo? Emettere minibot, di cui non è ben chiaro ancora come verrebbero contabilizzati , e pagare i fornitori con questi “titoli”  che –  va sottolineato subito – non hanno scadenza e non pagano tassi d’interesse !

Quindi – PRIMO GRANDE INGANNO – sarebbe totalmente a carico dei cittadini il rischio di monetizzare questi titoli.
La prima risposta del governo a questa evidenza sarebbe che i cittadini potrebbero pagare allo stato i propri debiti fiscali con i minibot . E chi non ha debiti fiscali , ma solo crediti d’imposta?
Certo, non potrebbe pagare dipendenti e propri fornitori con i minibot: sarebbe costretto a svendere tali titoli a chi ha debiti verso lo stato , con una perdita in conto capitale non indifferente.

In sintesi, chi ha sempre onorato i propri debiti verso lo stato si troverebbe a ricevere pagamenti con qualcosa che potrebbe risultare pura carta straccia (questo è negato ovviamente dal Governo, ma il rischio è concreto e alto).

In secondo luogo, se lo Stato decidesse appunto di non contabilizzare come debito pubblico questi minibot (in fondo, sono titoli atipici, non vi è un obbligo di rimborso ne’ si pagano interessi passivi !) , ecco che ci si troverebbe di fronte al SECONDO GRANDE INGANNO: i minibot, a dispetto delle dichiarazioni di Borghi e Salvini, sarebbero a tutti gli effetti stampa di nuova moneta e immissione sul mercato di una valuta parallela, cosa che porrebbe l’Italia in una situazione di illegalità totale verso l’Unione Europea, con potenziali effetti disastrosi per tutti i risparmiatori italiani (anche e soprattutto i piccoli risparmiatori).

E’ quanto mai evidente ormai, che questo governo ci sta portando in modo strisciante fuori dall’euro, cosa che provocherebbe una svalutazione immediata , con altrettanto immediata fiammata d’inflazione importata (l’Italia e’ paese privo di materie prime) e perdita di valore reale dei risparmi privati a tutto vantaggio dello stato debitore : ossia, in altre parole , una patrimoniale mascherata !

Mi si dirà: a parole, tutto il governo continua a negare di volere portare l’Italia fuori dall’euro. E qui sta il TERZO GRANDE INGANNO: con politiche economiche irresponsabili, con il continuo non sedersi ai tavoli di discussione europei, con reiterate dichiarazioni gridate di guerra contro l’Europa (che da sole – indipendentemente dal giudizio sulle politiche economiche – spaventano chi ci deve dare credito e assorbono miliardi di nostre risorse attraverso l’aumento dei tassi d’interesse sul debito; di fatto stiamo buttando nel gabinetto moltissimi miliardi delle nostre tasse ), e’ chiarissimo l’intento di uscire dall’euro; e quello che è peggio e’ il volerlo fare subdolamente , dando la colpa ovviamente alla cattiva Europa.

Vi invito a leggere il documento Minibot – Sovranità e’ democrazia di Claudio Borghi , presidente della Commissione Bilancio.  Ma e’ sufficiente una sintesi delle parti più rilevanti, per capire chiaramente la  direzione di marcia che tale documento vuole intraprendere ; a dispetto di affermazioni ambigue e contraddittorie in alcuni punti, tese solo a gettare sabbia negli occhi degli italiani sulle reali intenzioni di questo governo.

Gia’ a pagina 9 si parla chiaramente di sovranità monetaria, volta a “riequilibrare la nostra competitività con l’estero ed attuare politiche di crescita “ , e che “occorre riequilibrare il tasso di cambio in modo che il denaro messo in circolo non finisca in cose comperate all’estero “: a Borghi forse sfugge che la bilancia commerciale italiana e’ in crescente e consistente attivo a partire dal 2012 e che il problema dell’Italia sono semmai consumi e soprattutto investimenti (che questo Governo ha tagliato) ; e forse non si rende conto che rendere le importazioni più care non può frenare l’acquisto di beni assolutamente indispensabili all’Italia (materie prime) : l’ambizione a fare dell’Italia un paese autarchico economicamente significa fare dell’Italia un paese isolato e più povero economicamente .

A pagina 12 si dice poi che i minibot sono “titoli di stato di piccola taglia che, se emessi in sufficiente quantità, potrebbero diventare un sistema di pagamento alternativo “ e si nega che essi siano una moneta parallela ; però a pagina 16 si afferma che i minibot non saranno debito pubblico aggiuntivo: e quindi?

A pagina 20 si afferma che lo stato accetta i minibot come pagamento delle imposte (ci mancherebbe ), però si aggiunge che è “cosa che noi disincentiveremo perché lo scopo che ci si prefigge e’ far circolare i minibot il più possibile” (!). A pagina successiva si definisce inoltre buona notizia il fatto che tutte le aziende controllate dallo stato (Eni, Trenitalia , Enel) accetteranno i minibot, e che “e’ facile immaginare che tutti i negozi accetteranno i minibot, perché se non lo facessero perderebbero una grande fonte di nuova spesa”.

A pagina 24, si afferma infine che “i minibot sono titoli di stato senza scadenza e senza interessi , del resto anche le normali banconote non hanno né’ scadenza ne’ tasso d’interesse”.

Direi che è più che sufficiente per sostenere che il minibot è una moneta parallela a tutti gli effetti, nonostante i tentativi goffi di smentirlo. Peraltro, si conclude enfaticamente a pagina 26 : “è vero, i minibot sono in euro ma una volta capillarmente diffusi costituiranno una specie di “ruota di scorta” che renderà molto più agevole il passaggio alla nostra moneta”.

I minibot sono quindi a tutti gli effetti una violazione dei Trattati e, una volta emessi, porrebbero l’Italia in un contesto illegale . Ma vi è un altro aspetto ancora più inquietante: si afferma nel documento che “i minibot verranno assegnati senza formalità e VOLONTARIAMENTE a tutti i creditori dello stato in qualsiasi forma”, ma subito dopo anche si dice  che i tempi di rimborso per chi non accogliesse “volontariamente” i minibot, difficilmente saranno immediati come invece accadrà a chi sceglierà di venire saldato in minibot: di fatto, si prenderanno per la gola i contribuenti che più avranno bisogno di ricevere quei soldi, e che saranno magari costretti a venderli a sconto per utilizzarli concretamente. E questo di fatto è calpestare i diritti dei cittadini a vedersi riconosciuti i propri crediti in euro.

Di fronte a questo progetto sciagurato, e ormai chiarissimo, si resta attoniti di fronte alla superficialità e alla ingenuità  di esperti economici, uomini di governi passati , opposizione tutta : nessuno crede alla possibilità che l’Italia possa uscire dall’euro e si tende solo a ridicolizzare Borghi e i suoi colleghi come personaggi folkloristici, nostalgici della lira, velleitari protagonisti di una nuova , ma transitoria, fase politica.

E’ ora invece di prendere atto che vi è un disegno ben congegnato, da persone che l’hanno preparato con calma, sagacia e furbizia. E se continueremo  a considerare il tutto come schermaglie propagandistiche , ci troveremo in un attimo in una strada senza ritorno, pagandone tutti un prezzo molto elevato . E’ ora invece di reagire e di spiegare bene agli italiani il
gioco che si sta costruendo sulla loro pelle e le conseguenze potenzialmente drammatiche di questo gioco .

Condividi su