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Autonomie: un disegno separatista che non ha nulla a che fare con il federalismo

Dietro la maschera del sovranismo si nasconde il solito volto secessionista della Lega (anzi, la Lega Nord, camuffata per eludere la restituzione dei 49 milioni di euro agli italiani). L’autonomia differenziata, che pure è una previsione costituzionale, nel disegno di Salvini diventa una forma di separatismo mascherato, un danno per le regioni e i comuni con minore capacità fiscale, soprattutto al Sud e nelle aree interne del Paese.

Questo non è federalismo: il Governo vuole aumentare il perimetro della sovranità regionale, trasferendo quote maggiori della tassazione statale, senza alcuna responsabilità. Il contrario di quello di cui ci sarebbe bisogno. Ovvero responsabilità fiscale e contenimento della spesa pubblica. E’ evidente il tentativo di traghettare una riforma opaca che stravolgerebbe i connotati del Paese, privando il Parlamento della possibilità di esaminare per tempo le proposte e di approvarle per parti, e privando lo Stato della possibilità di ritornare, in futuro, su decisioni che vengono imposte oggi come irrevocabili e irreversibili.

Il Sud verrebbe lasciato a se stesso, senza nemmeno la possibilità di mettere in campo nuove strategie non assistenzialiste per attrarre investimenti attraverso il potenziamento delle infrastrutture e la predisposizione di condizioni fiscali favorevoli.

Ci batteremo, in Parlamento e fuori contro questa legge sciagurata.

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