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Cannabis Light. Motivazioni Cassazione confermano stop. Intervenga il governo

di Benedetto Della Vedova

La sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione sulla cosiddetta cannabis light, le cui motivazioni sono state pubblicate oggi, cancella da un giorno all’altro un mercato che occupa 10 mila addetti e in cui operano 1500 imprese e grazie al quale, come dimostrato da uno studio pubblicato sull’European Economic Review, si sono ridotti sensibilmente sia i volumi (-14%) sia i profitti (da 90 a 170 milioni in meno) del mercato criminale.

Non ha senso chiedersi oggi quanto della decisione della Suprema Corte, che ribalta interpretazioni date in precedenza da altre sezioni, dipenda da una interpretazione restrittiva della legge, ovvero dal garbuglio delle norme che si sono sovrapposte negli anni su questo tema.

Quel che è certo è che senza un intervento urgente da parte del Governo che ripristini le oggettive aperture fatte dal legislatore con la legge numero 242 del 2016 si getteranno al macero milioni di investimenti e migliaia di posti di lavoro.

Si tratta di numeri superiori a quelli delle principali crisi industriali di questi mesi. Stiamo parlando, è bene ricordarlo, di cannabis che ha una percentuale di principio attivo (THC) priva di qualunque effetto drogante e che non ha alcun senso vietare.

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