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Bonomi ha ragione: barra sulla rotta dello sviluppo

di Marco Marazzi, coordinatore del gruppo Più Europa Milano.

Qualche giorno fa Carlo Bonomi, il presidente di Assolombarda, un’associazione che raccoglie più di 6,000 imprese con quasi 370,000 addetti, ha fatto un accorato appello di 4 pagine sul Foglio.

Di cosa parlava? Di economia, ovviamente. Di crescita che non c’è. Di competitività. Di misure di facilitazione del fare impresa nel paese.  Come +Europa ci ritroviamo interamente nell’appello di Bonomi.  Non solo perché rimette finalmente al centro il tema della crescita economica e del fare impresa, dimenticato da gran parte dell’elettorato che dà per scontato, sbagliando, che l’Italia sia e sarà sempre una potenza industriale. Ma anche perché identifica con correttezza i problemi e le false soluzioni offerte non solo da questo governo ma anche in parte da governi precedenti.

A chi parla di flat tax, Bonomi ricorda che il sistema tributario è già un labirinto di agevolazioni e forfait che servono solo a coltivare certe fasce di elettorato, con la conseguenza per esempio che il 58% dell’intero gettito IRPEF è pagato solo dal 12,3% degli italiani.   E spiega che l’unico modo vero per rilanciare l’occupazione e la crescita è un taglio netto del cuneo fiscale.  Una decontribuzione che deve essere strutturale e permanente e non per tipologie di contratto.

A chi parla di fare ancora più debito, spiega che dobbiamo in primis evitare l’aumento probabile di IVA a causa di impegni già presi, che avrebbe effetti recessivi peggiori di quanto non viviamo già.

A chi ha manifestato un’ostilità verso le medie e grandi imprese e soprattutto le multinazionali ricorda invece quanto la presenza di queste sia importante per l’attrattività del paese e l’innovazione.

A chi cerca lo scontro con l’Europa ci ricorda che questo danneggia in primo luogo e direttamente il tessuto economico italiano che dipende fortemente dalla sua integrazione col resto della UE.

Come +Europa, speriamo che una volta che avremo dimenticato i vari tormentoni estivi, dal ripristino della pena di morte vietata dalla Costituzione alla moto d’acqua della polizia, all’ inclusione della Francia (!!) nel novero delle “potenze nemiche”,  una volta cioè che la cacofonia pilotata sia venuta meno,  l’appello di Assolombarda venga ripreso anche da tutti i principali giornali italiani (non speriamo molto nella RAI).  E che le sue parole vengano ascoltate attentamente soprattutto dagli elettori.

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