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Il decreto sicurezza bis e la triste commedia di Salvini

di Bruno Tabacci

L’equilibrismo di Salvini mette tristezza, non tanto per lui quanto per l’Italia che paga e pagherà un prezzo per la totale mancanza di coerenza del vicepremier e leader leghista.

Oggi a Milano Salvini ha detto che vuole vivere in un Paese sicuro ‘a droga zero, senza spacciatori’.  Poche settimane fa si faceva fotografare con un ultras condannato per spaccio e lo difendeva pure solidarizzando al punto da definirsi “indagato tra gli indagati”.

Sempre Salvini mentre dice di essere un giornalista, insulta i giornalisti dal caso Savoini alla vicenda del figlio sulla moto d’acqua della polizia; incredibile peraltro la difesa del capo della polizia Gabrielli che dice che sono decine i ragazzini sulle moto d’acqua degli agenti.

E poi Salvini fa l’amicone di Putin, ma pure del suo più acerrimo avversario Trump; vuole l’autonomia regionale ma da buon sovranista lavora per il centralismo; dice che andrà contro l’evasione ma liscia il pelo agli evasori contro lo Stato che li opprime di tasse. Una commedia infinita e davvero molto triste”.

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