News

No alla chiusura dei negozi di Cannabis Light: la proposta di legge di Più Europa

La proposta di legge  sulla cannabis light, depositata ieri in Senato da Emma Bonino, consente la commercializzazione di infiorescenze fresche ed essiccate, resine e oli per prodotti da fumo o inalazione, nonché per altri usi non medicinali e non alimentari (oggetto di una specifica disciplina), delle varietà di canapa sativa di cui è autorizzata la coltivazione.

Scarica il testo 

Firma la petizione

La situazione

La legge 242/2016 contiene norme che promuovono la coltivazione e la filiera agroindustriale della canapa sativa (da non confondere con la cannabis indica, da cui sono derivati l’hashish e la marijuana tuttora illegali).

Una recente sentenza delle Sezioni Unite Penali della Cassazione – 30475/2019–condanna di fatto alla chiusura gli oltre 2800 punti vendita di cannabis light aperti in Italia dal 2016, avendo stabilito che è illecita la vendita di infiorescenze secche e essiccate delle varietà di cannabis sativa, con una quantità di THC inferiore allo 0,6% e quindi priva di “effetto drogante”, malgrado ne sia consentita la coltivazione.

La decisione della Cassazione capovolge una interpretazione della legge 242/2016, pacificamente accettata anche dalle strutture ministeriali competenti nel Ministero dell’Agricoltura, che con la circolare 5059 del 23/5/2018 disciplinava ad esempio il commercio di infiorescenze nel settore florovivaistico.

 

I numeri della cannabis light in Italia

Uno studio pubblicato sull’European Economic Reviewstima una sensibile riduzione sia dei volumi (-14%) sia dei profitti (da 90 a 170 milioni in meno) del mercato criminale di hashish e marijuana, dopo l’apertura degli shop di cannabis light.

Il mercato della cannabis light ha un impatto economico diretto stimato in circa 350 milioni di euro. Secondo quanto comunicato dalla Coldiretti, gli ettari destinati alla coltivazione di cannabis sativa sono passati da poco meno di 400 nel 2013 a più di 4.000 nel 2018. Sono circa 10 mila i posti di lavoro diretti e indiretti.

Condividi su