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Serve una revisione seria ed ecologica della spesa fiscale

di Benedetto Della Vedova, Costanza Hermanin, Michele Governatori

Non solo sui celebri “80 Euro di Renzi” il Governo sta pensando di intervenire. Apprendiamo dalla stampa dei giorni scorsi che il Ministero dell’Economia e delle Finanze starebbe vagliando ipotesi di intervento sulla spesa fiscale che include alcune delle voci evidenziate nella seconda edizione del Catalogo dei sussidi dannosi all’ambiente, recentemente licenziata dal Ministero dell’Ambiente stesso.

Secondo questo Catalogo, il sistema di sussidi pubblici diretti, delle imposte e delle tariffe in alcuni settori regolati avvantaggia attività dannose all’ambiente per oltre 19 miliardi/anno, mentre le aiuta per 15. Lo Stato, in altri termini, usa risorse pubbliche per remare contro quella stessa transizione verso la sostenibilità a cui è impegnato e che coinvolge vasti investimenti privati in settori innovativi.

Gran parte di questi sussidi dannosi riguardano proprio la cosiddetta spesa fiscale, cioè l’insieme di facilitazioni ed esenzioni di imposte per categorie specifiche, un oceano di norme ad hoc che in Italia vale più che nella media dei Paesi Ocse.

Ridurre, in questo oceano, almeno i sussidi dannosi all’ambiente, potrebbe trasformarli in meno tasse per tutti o per le categorie più svantaggiate. Con effetti positivi sia distributivi e di crescita, sia in termini di sostenibilità, di risparmi in costi sanitari da inquinamento e di innovazione.

Quindi, che il MEF e in particolare la viceministra Castelli stiano lavorando al dossier della spesa fiscale dannosa all’ambiente è un’ottima notizia.

Quel che ci rende pessimisti è che non c’è compagine politica che su questo abbia meno chance di successo di una populista, perché un programma di riduzione di rendite o privilegi genera nel breve periodo nemici agguerriti e richiede una visione e una narrazione che difficilmente si esauriscono in uno spot che mette d’accordo tutti.

Quanto tempo passerebbe tra una proposta di taglio di una rendita dannosa all’ambiente e il video su Facebook di un vicepremier che prende le parti del salvatore della categoria danneggiata minacciando l’ennesima crisi?

Senza “mettere le mani in tasca” a nessuno e senza tagliare la spesa, le tasse si possono ridurre solo per finta: cioè facendole ripagare in debito, con lauti interessi.

 

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