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Anche con il Conte Bis continua la vergogna della Alan Kurdi

di Costanza Hermanin

Adesso che il Conte bis si è insediato non c’è più nulla da aspettare per cambiare la politica dei porti chiusi. Per la Alan Kurdi, dove prosegue la violazione dei più elementari diritti umani anche con il cambio di esecutivo, non c’è nemmeno bisogno della revisione immediata del decreto sicurezza (comunque imprescindibile): basta ritirare l’ordine di non ingresso firmato dagli ex ministri del Conte 1. Il banco di prova della discontinuità consiste poi nello sfatare due miti. Il primo è quello dell’invasione: si parli dei dati reali e si metta in campo una riforma seria, come quella suggerita nella proposta di legge di iniziativa popolare incardinata alla Camera Ero Straniero. Il secondo mito è quello secondo il quale le istituzioni europee non ci starebbero aiutando. L’ufficio europeo dell’asilo ha collocato tutte le persone sbarcate negli ultimi mesi: sono dunque Stati come l’Ungheria a non sostenere l’Italia e non la Commissione. Nel frattempo pensiamo a salvare le vite umane: si facciano immediatamente sbarcare i migranti a bordo della Alan Kurdi.

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