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Fiducia al Conte Bis, l’intervento integrale di Emma Bonino in Senato

“Signor Presidente del Consiglio*,

l’intervento che lei ha letto ieri alla Camera, tanto lungo quanto enciclopedico, alla fine si configura come un libro dei sogni: un programma omnicomprensivo, senza priorità e senza concretezza, che – mi scusi – finisce per essere una fiera delle ovvietà.

C’è qualcuno che non vorrebbe più asili nido? C’è qualcun altro che vorrebbe più inquinamento? C’è qualcuno che non vorrebbe salari più alti e servizi pubblici più efficienti?

Un programma di Governo, però, non può essere solo un elenco di desideri, ma deve far riferimento a interventi da realizzare con risorse individuate in modo preciso e con delle priorità.

Sa, la mia mamma Catterina – scritto con due T per uno svarione, ma lei ci teneva molto – avrebbe detto: «Ottimo e abbondante, soprattutto abbondante», aggiungendo però subito dopo di ricordare che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda Più Europa, qui di mezzo c’è un vero oceano.

La cosa chiara, presidente Conte, è che il suo Esecutivo intende ricorrere al deficit in modo anche più ampio del precedente, illudendo a mio avviso gli italiani due volte: da un lato, c’è l’illusione che il deficit sia gratis, che non diventerà un peso sulle spalle dei contribuenti di domani e sui giovani; dall’altro, l’illusione è che sia illimitato, quando sappiamo benissimo che in Europa sotto i tappeti rossi i paletti rimangono molto stretti.

Ammettiamo pure che si riescano a ottenere 10 miliardi di deficit in più: si coprirebbe meno di un terzo delle sole promesse sull’IVA e sul taglio del cuneo fiscale. E le coperture su tutto il resto? Mi riferisco alla scuola, alla sanità, ai servizi pubblici, ai beni collettivi. A mio avviso, rimangono le solite vaghezze su lotta all’evasione e spending review, di cui sento parlare da quando ero molto più giovane.

Qualcuno ha scritto giorni fa che l’approccio macroeconomico giallorosso non è molto diverso da quello del Governo gialloverde: è un approccio figlio del convincimento che l’Italia possa crescere solo se fa più deficit pubblico e che solidarietà alla fine significhi distribuire i debiti. Non è la mia concezione. Solidarietà significa distribuire la ricchezza; ma, per distribuire la ricchezza, bisogna anche crearla.

C’è però una cosa su cui il suo programma invece è molto chiaro: lei e il suo Governo non volete disfare nulla di quanto fatto dal precedente Esecutivo. Giuseppe Conte 2 è più che indulgente rispetto a Giuseppe Conte 1.

Le sue annunciate novità mi sembrano di una sostanziale e impressionante continuità, a partire dai decreti sicurezza, per non parlare di quota 100, del reddito di cittadinanza, del blocco della prescrizione e del taglio dei parlamentari, presentato come puro oltraggio alla rappresentatività del Parlamento.

Con il suo programma questo Governo promette tutto a quasi tutti. Ma io penso che dobbiate stare attenti al rischio di resuscitare politicamente l’ex vice primo ministro Salvini, che francamente si è azzoppato da solo per arroganza. Saper vincere già è difficile; voler anche stravincere è normalmente un enorme errore. Averlo tenuto fuori dal Viminale è positivo, ma state attenti a non creare le condizioni che lo riportino direttamente a Palazzo Chigi. Se lei promette tutto a tutti, crea delle aspettative che ben presto – come lei sa – rischiano di tramutarsi in insoddisfazioni (diciamo così, per usare un eufemismo).

Se avrà un minuto di tempo, per evitare svarioni già visti, può forse dire all’ancora inesperto ministro degli esteri Di Maio che la Farnesina non può diventare il quartier generale di un partito, né può diventare la sede di un Governo ombra, di un Ministro che al Governo già c’è, ma vuole anche un suo Governo ombra. Se voi continuate a promettere tutto ciò che, secondo la vostra accusa, il tradimento della Lega vi ha impedito di mantenere, allora temo che il fallimento tornerà ad aprire la strada all’altro partito del populismo italiano, perché, nella gara a chi la spara più grossa, è difficile battere l’ex Ministro dell’interno, veramente difficile.

Il Governo che lei ha presieduto fino a poche settimane fa è stato il più ostile all’Unione europea. Mi permetta di non credere a scatola chiusa che, nel giro di pochi giorni, sia diventato un leader europeista e con lei il ministro Di Maio e con lui tutti i 5 Stelle; mi permetta perlomeno di avere questo dubbio.

E qui voglio dirle che il fatto che il suo precedente Governo sia caduto per implosione è una buona notizia. Ed è un’ottima notizia che la divisione delle nomine all’interno della nuova maggioranza abbia portato Paolo Gentiloni alla Commissione europea e il ministro Gualtieri al Ministero dell’economia. Penso siano due ottime scelte.

Concludo, signor Presidente del Consiglio. Più Europa è nata per costruire un’alternativa alla deriva populista della politica italiana. Siamo partiti quando ancora – a nostro avviso – non era neanche chiara a quasi nessuno la sfida politica all’Europa e allo Stato di diritto che veniva dai movimenti antipolitici, come il MoVimento 5 Stelle, e da quelli nazionalisti, come la Lega.

Quindi, oggi, a nome di Più Europa voterò contro la fiducia al suo nuovo Governo, che rischia ancora di essere, rispetto al Governo precedente, solo diversamente populista. L’opposizione politica e parlamentare di Più Europa sarà non solo costruttiva, ma anche alternativa a quella oggi capitanata dal partito, che è stato fino all’ultimo giorno azionista di riferimento della sua precedente maggioranza. Sarà opposta a quella di Salvini: non ne abbia dubbio.

Sono io – e ho concluso – che ho dubbi sul fatto che il Governo possa agire in modo totalmente opposto a come ha fatto con Salvini.

Lei, professor Conte, può essere il successore, ma non può diventare l’alternativa di se stesso. Questo è veramente chiederle troppo. Io sono disposta a cambiare idea. Ma lei e il suo Esecutivo dovrete prima dimostrarvi capaci di cambiare politica in modo radicale e sostanziale, nel linguaggio e anche nel dare e dire la verità ai cittadini italiani, che vogliono almeno sapere quali sono le priorità di questo Governo, in una situazione in cui non ci sono soldi per nessuno.

Quindi, per favore, basta illusioni e basta bugie: la speranza è un’altra cosa. Senza scomodare Kennedy, che tutti ben ricordiamo: dire la verità fa crescere i cittadini italiani, fa crescere la classe politica e rende tutti più responsabili”.

 

*Intervento integrale pronunciato da Emma Bonino in Senato sulla fiducia al Conte Bis il 10 settembre 2019. 

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