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Più Europa aderisce alla manifestazione dell’associazione Coscioni “Liberi Fino alla Fine”

di Costanza Hermanin e Valerio Federico

È passato un anno da quando la Corte Costituzionale ha ravvisato profili di incostituzionalità nelle norme vigenti in materia di aiuto al suicidio per quei malati che, pienamente capaci di scegliere in maniera libera e consapevole e affetti da patologie irreversibili, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute assolutamente intollerabili, decidono di porre fine alla propria vita. L’ordinanza della Corte, mossa dal caso che ha coinvolto Marco Cappato e DJ Fabo, ha evidenziato che va riconosciuto il rispetto del principio di autodeterminazione e dunque la volontà dei pazienti anche rispetto a trattamenti da cui consegua la morte e che va regolamentato, di conseguenza, l’assistenza di terzi in questi casi. È deprecabile la negligenza con cui deputati e senatori hanno accolto il richiamo della Corte Costituzionale su questo tema, ossia l’invito a legiferare, entro un anno, per rimuovere i profili di incostituzionalità dell’art. 580 (sull’aiuto al suicidio) del codice penale. Come è spesso accaduto nella storia italiana, l’inadempienza del Parlamento rispetto a impegni, cui invece è obbligatoriamente tenuto, costituisce un fattore di oggettivo discredito delle istituzioni democratiche.  Questo è tanto più grave in un caso come quello in oggetto, che vede anche uno stallo parlamentare sulla proposta di legge d’iniziativa popolare riguardante la stessa materia, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e depositata con 130 mila firme ormai sei anni fa. La manifestazione di domani, organizzata dall’Associazione Luca Coscioni è un giusto richiamo agli obblighi del Parlamento. +Europa aderisce e parteciperà all’iniziativa, nella speranza che il Parlamento eviti ulteriori manovre digressive o escamotage elusivi sul merito del provvedimento da adottare, che non può e non deve ridursi, come da più parti ipotizzato, alla mera attenuazione delle pene per il caso di Marco Cappato e per tutti i casi analoghi che dovessero ripetersi in futuro. Bisogna finalmente affrontare il merito della questione, un’esigenza largamente ravvisata nel paese, assunta dalla Corte Costituzionale, ma non ancora dalle forze politiche.

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