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#StopGlobalWarming: una firma per far pagare chi inquina e finanziare un bilancio UE per il sociale

di Costanza Hermanin

Pochi giorni fa, un rapporto speciale delle nazioni unite ha definito le prospettive climatiche del pianeta “bleak”, desolate.
Tra il voto di ieri del Parlamento europeo a favore del Grean Deal della Commissione Von der Leyen e l’inizio, questo lunedì, della Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (COP25), oggi un altro Fridays for Future urge i governi a far fronte al riscaldamento globale.

E mentre i governi (anche il nostro) esitano, +Europa aderisce a una proposta di legge d’iniziativa popolare per far pagare un prezzo per tutte le emissioni di carbonio e generare un guadagno che vada ridistribuito dal bilancio dell’Unione alle fasce sociali più deboli, su cui la transizione ecologica potrebbe avere un effetto.

Si tratta dell’iniziativa cittadina europea Stop Global Warming che mira ad accelerare quelle riforme di cui si parla già da anni: cambiare il sistema di scambio delle quote di emissioni (emission trading scheme), i cui limiti sono ormai conosciuti, per dare un prezzo a tutte le emissioni e raccoglierne i proventi nel bilancio UE. Un gettito che vada a finanziare misure sociali europee, per esempio di riduzione del cuneo fiscale. Visionario? Sì e no. La Commissione UE ha già messo in cantiere la possibile introduzione di un adeguamento delle emissioni alla frontiera dell’Unione, piccolo passo verso il carbon pricing generale.

Di cantiere dell’Europa sociale si parla ormai da anni, ma l’entità attuale del bilancio dell’Unione non ha mai permesso di svilupparlo.
Basta poco per iniziare a sensibilizzare cittadini e governo sull’importanza di ridurre le emissioni, anche tramite la fiscalità. Basta una firma.

Per firmare, anche online, serve un documento d’identità

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