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Stop Erasmus in Uk: un rischio concreto da evitare, altro che abbaglio

Di Piercamillo Falasca

No, non abbiamo preso un abbaglio a lanciare l’allarme sulla possibilità che il Regno Unito resti fuori dal programma Erasmus+. Crediamo invece che l’eccesso di ottimismo di alcuna stampa online non aiuti a tenere alta l’attenzione su una vicenda che potrebbe seriamente danneggiare le opportunità di viaggio, crescita e scambio di milioni di giovani europei (sia britannici che vogliono studiare sul Continente che continentali che vogliono studiare nel Regno Unito).
Siccome la storia recente ci ha mostrato che – quando prevale il sovranismo – gli esiti peggiori sono spesso i più probabili, con Più Europa preferiamo credere ai fatti concludenti (i voti espressi in Parlamento) che alle speranze (le promesse via tweet del ministro dell’Università del Regno Unito Skidmore).

Vediamo la vicenda nel dettaglio.
Il programma Erasmus si basa su cicli settennali. Il prossimo ciclo è quello degli anni 2021-2027. La Commissione Europea ha proposto di raddoppiare il finanziamento dell’Erasmus per il prossimo ciclo, portandolo a 30 miliardi di euro. I Paesi membri ne fanno ovviamente parte, con le loro università. I Paesi non membri Ue – invece – devono negoziare la loro partecipazione al programma. Ovviamente, per farlo, tali Paesi devono contribuire finanziariamente.
Il Regno Unito potrà dunque partecipare al programma ma dovrà pagare e accettare i termini che la Commissione UE porrà, così come fanno paesi non membri come Norvegia, Serbia, Islanda o Turchia.

Ottimisticamente, Il Post sostiene che la bocciatura della clausola 10 alla Brexit da parte del parlamento britannico non comporti l’uscita del Regno Unito dal programma Erasmus. Per il 2020, infatti, non cambierà nulla. Purtroppo, se il Regno Unito vorrà continuare a farne parte anche per i prossimi 7 anni, dovrà negoziare rapidamente. L’approvazione della Clausola 10 avrebbe legato le mani al governo e imposto la partecipazione. La bocciatura della Clausola 10 è invece un segnale preoccupante e ambiguo. Anche se il ministro dell’Università Chris Skidmore si è affrettato con un tweet a promettere che la partecipazione all’Erasmus farà parte di futuri negoziati, un portavoce dello stesso ministero ha ammesso che “è ancora possibile che il Regno Unito finisca per lasciare il programma Erasmus dopo la Brexit, dipende dal risultato delle negoziazioni”.
Lo stesso approccio miope che ha portato i governi conservatori britannici per oltre tre anni a rivendicare negoziati per un accordo di uscita dalla UE che si sono rivelati dei buchi nell’acqua.
Saremo felicissimi quando finalmente il Regno Unito firmerà l’accordo per la permanenza delle sue università e dei suoi studenti nel programma Erasmus, ma fino a quel momento preferiamo tenere alta la guardia. In votes we trust, not in tweets.

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