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Il Pd con il M5S scava un solco con +Europa. In Puglia con Calenda e Renzi per alternativa a Emiliano

Benedetto Della Vedova intervistato da Radio Radicale
Il fatto che il PD abbia sdoganato totalmente e senza condizioni l’alleanza con il M5S mi lascia perplesso. Scegliere l’alternativa ai nazional sovranisti di Salvini, per stringere un’alleanza con i populisti di Grillo e Di Maio, credo sia un errore. Se Zingaretti e il PD vogliono scegliere, a differenza di quanto hanno fatto in Emilia-Romagna, un’alleanza strategica con quelli di quota 100, del reddito di cittadinanza, dell’Ilva, dell’Alitalia, della prescrizione, del taglio dei parlamentari con una vera e propria mutilazione della Costituzione, del talebanesimo sulle concessioni autostradali, vuol dire che fanno una scelta di campo che e’ quella di scegliere l’agenda populista. Ovviamente, scavano un solco tra loro e le forze europeiste, liberal democratiche come Più Europa. Questa scelta di campo netta, per me, in prospettiva è anche sbagliata dal punto di vista elettorale, e divarica le strade tra una sinistra che sceglie i populisti e le forze che si ostinano a credere in un’alternativa al salvinismo che abbia come punto centrale l’europeismo liberaldemocratico e lo Stato di Diritto.
Io credo che Renzi abbia ragione e che sia necessario costruire in Puglia un’alternativa tanto al fronte sovranista e nazionalista di Salvini e Meloni, quanto al populismo a Cinque Stelle de facto di Michele Emiliano. La scelta del PD di confermare la candidatura del governatore uscente apre uno spazio in cui le forze europeiste, liberaldemocratiche, come Più Europa, Italia Viva e Azione di Calenda, hanno l’obbligo di competere.
Credo quindi che la scelta di Matteo Renzi e di Italia Viva, se confermata, apra una prospettiva chiarissima a cui Più Europa, nei tempi e nei modi consoni, risponderà positivamente. Costruiamo un’alternativa europeista e liberal democratica tanto al populismo di sinistra, se quella e’ la deriva del PD, quanto naturalmente e prioritariamente  al nazional populismo di Salvini e Meloni.
 
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