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Dazi: l’accordo Usa-Cina solo una tregua di guerra imprevedibile

di Marco Marazzi

L’accordo Phase 1 tra Cina e USA raggiunto oggi è una buona notizia soprattutto per gli agricoltori americani visto l’impegno cinese ad acquistare molta più soia, carne di maiale ed una quantità considerevole di altri prodotti americani, ma anche per le aziende cinesi che non si vedranno colpire da nuovi dazi o da un aumento di quelli già imposti e che non sono stati ritirati.  A guardare bene quindi l’accordo è una semplice tregua in una guerra che purtroppo non è finita e continuerà a sconvolgere l’economia mondiale. Una guerra che ha degli aspetti imprevedibili, data anche l’imprevedibilità delle mosse dell’amministrazione Trump che due giorni fa ha ritirato il bollino di “manipolatore di valute” dato unilateralmente alla Cina ad agosto, cioè meno di 5 mesi fa, a seguito della svalutazione del CNY.

Ma questi in fin dei conti sono problemi della Cina e degli USA e delle aziende che ne subiscono l’impatto e che sono costrette a rivedere le loro strategie, spostare produzioni,  cercare altri mercati.  La cosa che invece dovrebbe preoccupare di più noi italiani ed europei è che questa guerra commerciale avviene totalmente al di fuori, anzi a volte “contro” i principi e meccanismi stabiliti 26 anni fa quando abbiamo creato, anche su spinta USA, l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Regole e meccanismi di risoluzione delle controversie che servono ad evitare che prevalga solo la legge del più forte e quindi a proteggere i meno forti, cioè noi. Il WTO purtroppo è rimasto spettatore inerme in questa controversia tra titani, e le sue ali sono state ulteriormente tarpate dall’amministrazione Trump attraverso il blocco del sistema di risoluzione delle controversie nel dicembre scorso.  Su questo tema gli europei dovrebbero farsi sentire, e forte.

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