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Il futuro della sanità in Campania ci interessa più del toto-candidature

di Alessandra Senatore, vicepresidente di Più Europa

In Campania lo scenario politico appare sempre più confuso. Da una parte ipotesi di alleanze maldestre tra PD e M5S, con indicazioni su probabili candidature diverse dal Presidente uscente, dall’altra schieramenti di centro-destra che variano nelle dichiarazioni di questo o quel capo di partito.
In questa foschia Più Europa ha una sola certezza: portare nel dibattito e all’attenzione dell’opinione pubblica una proposta politica netta che non si fermi al “toto candidati”, ma che invece affronti in modo esplicito i problemi legati a una gestione clientelare della nostra regione. Abbiamo una priorità: la sanità locale, che seppure uscita con fatica dal commissariamento, ad oggi non garantisce livelli di assistenza adeguati ai bisogni dei cittadini ed è ben lontana dagli standard qualitativi di altre regioni, pur potendo contare su risorse importanti. Le inefficienze sono all’ordine del giorno in molti ospedali campani e si moltiplicano gli sprechi tagliando invece sui costi dell’assistenza, con tempi di attesa inaccettabili per la salute di molti nostri cittadini che necessitano di cure tempestive. La sanità campana è un enorme paradosso: a fronte di eccellenze mediche di livello internazionale, resiste un’inerzia organizzativa vecchia, inadeguata e disfunzionale. La gestione delle strutture sanitarie è ancora fortemente permeata da logiche politiche in cui i ruoli di vertice discendono chiaramente da scelte politiche estranee agli obiettivi di efficacia e efficienza gestionale. Persiste una burocrazia farraginosa e antiquata con scarsissimi livelli di digitalizzazione ed interoperabilità tra le strutture ospedaliere e le aziende sanitarie. Il tutto condito da una diffusa presenza a macchia di leopardo di personale spesso poco professionale e per niente professionalizzanto. Tutto questo non è più accettabile. Più Europa in Campania intende promuovere, in vista della prossima campagna elettorale, un confronto con esperti del settore, associazioni di pazienti, enti locali, cittadini e forze politiche, in modo laico e diretto, provando a raccontare la verità sullo stato delle cose e prospettando soluzioni sostenibili e radicali. Restiamo aperti al dialogo costruttivo con tutte le forze politiche riformiste, e le realtà civiche a cui interessa misurarsi su questo piano del dibattito politico.

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