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“Cominciamo dal No”: il Comitato di Più Europa contro questo taglio dei parlamentari

NO AL POPULISMO COSTITUZIONALE

La riforma costituzionale nota come “taglio delle poltrone” rappresenta una pura e semplice mutilazione del Parlamento, non una riforma in grado di migliorare l’efficienza delle istituzioni parlamentari.

I componenti di Camera e Senato e il rapporto numerico tra deputati e senatori, a maggiore ragione in una democrazia parlamentare, dovrebbe riflettere l’architettura e il funzionamento del sistema bicamerale.

La modifica costituzionale che sarà sottoposta al referendum confermativo è invece intervenuta riducendo di un terzo gli eletti, a prescindere da qualunque considerazione sulle conseguenze che questo taglio avrebbe avuto sulla rappresentanza democratica, sugli equilibri istituzionali e sull’efficienza del processo legislativo.

In precedenza, per ben due volte erano state approvate riforme costituzionali che, tra le altre cose, comportavano una riduzione del numero complessivo dei parlamentari, ma erano inserite nel quadro di una riforma del bicameralismo paritario. Entrambe sono state bocciate per via referendaria e accusate di minacciare la stabilità del sistema democratico.

Sarebbe paradossale che nel referendum confermativo del prossimo 29 marzo venisse approvata una riforma che, assai più delle precedenti, sacrifica il pluralismo politico e il sistema di garanzie democratiche, solo in nome del risparmio, sulla carta, di qualche decina di milioni di euro l’anno.

Non siamo affatto contrari a una riforma che preveda una riduzione del numero degli eletti per rendere il Parlamento più forte, libero, autorevole e capace di svolgere il suo ruolo di indirizzo e controllo dell’attività del governo. Siamo invece contrari al taglio lineare dei deputati e senatori nel quadro di un sistema bicamerale perfetto, proprio per le conseguenze che avrebbe sull’esercizio delle funzioni parlamentari e l’efficienza del sistema democratico.

Approvando questa legge a grandissima maggioranza nell’ultima votazione alla Camera i partiti politici hanno subito e accettato un vero e proprio atto di disprezzo verso il Parlamento.  Confermando questa legge gli elettori certificherebbero, loro malgrado, un oltraggio alla democrazia rappresentativa.

Non si può credere all’impegno a completare in seguito il processo riformatore da parte di forze politiche che hanno rifiutato di discutere contestualmente gli interventi di adeguamento e di bilanciamento degli assetti istituzionali. Peraltro, questa stessa legge renderebbe assai più difficili riforme costituzionali condivise e aggraverebbe il rischio di revisioni della Carta approvate da compagini parlamentari neppure rappresentative della maggioranza del corpo elettorale.

Chiediamo quindi di votare No nel prossimo referendum confermativo, non solo perché questa modifica, in sé, è monca e sbagliata, ma anche perché solo impedendone l’entrata in vigore sarà possibile avviare in futuro un serio processo di revisione della Carta costituzionale e del sistema bicamerale.

 

HANNO ADERITO

Fabrizio Cassella – Professore ordinario di Diritto Pubblico Comparato – Università degli Studi di Torino

 

Annarita Criscitiello – Professore aggregato di Scienza Politica – Università di Napoli

 

Salvatore Curreri – Professore associato di Istituzioni di Diritto Pubblico – Università degli Studi di Enna “Kore”

 

Luigi Di Gregorio – Professore aggregato di Scienza Politica – l’Università della Tuscia

 

Enrico Follieri – Professore ordinario di Diritto Amministrativo presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Foggia

 

Lorenzo Infantino – Professore ordinario di Metodologia delle Scienze Sociali – Università LUISS Guido Carli di Roma

 

Gianfranco Macrì – Professore associato di Istituzioni di Diritto Pubblico – Università degli Studi di Salerno

 

Matteo Marchesini – poeta e scrittore, critico e storico della letteratura

 

Claudio Martinelli –  Professore associato di Diritto Pubblico Comparato – Università degli Studi di Milano Bicocca

 

Gianni Gipi Pacinotti – fumettista, scrittore e regista

 

Dino Guido Rinoldi – Professore ordinario di Diritto dell’Unione europea – Università Cattolica di Piacenza

 

Roberto Toniatti – Professore ordinario di Diritto Pubblico Comparato – Università di Trento

 

Sofia Ventura – Professore associato di Scienza Politica – Università di Bologna

 

Guido Vitiello – scrittore, professore aggregato di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi – Università Roma La Sapienza

 

Francesco Zucchini – Professore ordinario di Scienze Politiche – Università degli Studi di Milano

 

 

 

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