Un altro genere di politica

Quanto fa paura Greta?

di Marina Rallo

Quanto deve fare paura.

Quanto deve essere terrorizzante una ragazza che si batte per ciò che è importante. Quanto deve essere intimidatoria la voce di una ragazza che non ha paura di stare in silenzio e che raccoglie le voci di giovani come lei.

Deve fare così tanta paura che l’azienda petrolifera X-Site ha deciso di distribuire ai propri dipendenti degli adesivi che ritraggono Greta Thunberg nell’atto di essere stuprata.

La storia ha costruito per la società una mascolinità tossica, portando spesso ad usare (praticamente e mediaticamente) il sesso non come piacere condiviso ma come manifestazione di potere: trasformando l’atto sessuale in violenza, trasformando il sesso in stupro. Così, quando donne e ragazze fanno sentire la propria voce e cambiano le cose, lo stupro diviene l’unico mezzo per riacquisire il controllo.

Lo stupro diventa arma di dominio, massima espressione della forza fisica, mezzo per ritrovare l’equilibrio quando questa mascolinità tossica viene messa in pericolo.

Se non ti pieghi, se non taci, se vai avanti nonostante tutto te la sei cercata. È questo il messaggio che l’impresa ha voluto mandare: se ti esponi e lotti, significa che sei pronta ad esporti e ad essere massacrata dal branco. Perché la risposta di chi non ha contenuti è la violenza fisica. L’attacco di chi non riesce a controbattere è l’aggressione. L’offensiva di chi si sente rifiutato nel proprio machismo è lo stupro.

Non importa se la ragazza in questione sia anche minorenne, non importa se l’attacco provenga da persone adulte e molto esposte nella società. Quando quegli uomini che sono ancora vittime degli stereotipi di genere, si sentono attaccati e rifiutati, rispondono con ciò che per loro rappresenta la massima espressione della loro “virilità” ovvero l’attacco fisico, peggio, sessuale; quando le donne, ancora vittime delle gabbie mentali che la società ha costruito loro, vedono un’altra donna rifiutare i ruoli che le sono stati imposti, sentenziano con “se l’è cercata”.

E allora, cara Greta, grazie. Grazie da parte di tutte le donne e di tutte le ragazze che ancora si sentono assoggettate, intimorite da queste logiche di potere. Grazie perché stai facendo bene. Perché le manifestazioni di potere si hanno quando più ci si sente intimiditi, le logiche del controllo fisico si manifestano quando più ci si sente spaventati. Grazie Greta di fare paura, noi siamo con te.

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