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#Coronavirus: italiani all’estero, facciamoli tornare a casa

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, all’art.13.2, stabilisce che «ogni persona ha diritto … di rientrare nel proprio Paese». La Convenzione europea dei diritti dell’uomo, all’art.3.2 del Protocollo 4, stabilisce che «nessuno può essere privato del diritto di entrare nel territorio dello Stato di cui è cittadino». Il Patto internazionale sui diritti civili e politici, all’art.12.4, stabilisce che «nessuno può essere arbitrariamente privato del diritto di entrare nel proprio Paese».
Si tratta di un diritto che può subire limitazioni per gravi e motivate ragioni di sanità pubblica, disciplinate dalla legge.

Essere il nostro uno dei Paesi che ad oggi conta il maggior numero di contagiati ha portato all’adozione di misure restrittive da parte di altre nazioni, tra cui la chiusura delle frontiere e la sospensione dei collegamenti per l’Italia.

Queste misure hanno messo nell’impossibilità di trovare una modalità di rientro al proprio domicilio un alto numero di italiani momentaneamente all’estero per motivi di lavoro, di studio o di turismo. Allo stesso modo, molti italiani iscritti all’AIRE – Anagrafe Italiani Residenti all’Estero, e attualmente in Paesi che non stanno attuando misure sufficienti per il contenimento del virus, si mostrano allarmati per l’evolversi della situazione.

Per tutti gli italiani all’estero dovrebbe essere garantita la possibilità di rientrare nel Paese prima che il virus si diffonda ulteriormente anche là dove soggiornano. Inoltre, oggi, è necessario chiarire se sia consentito ai famigliari di poter accogliere le persone nei luoghi di rientro.

A tal proposito il Governo potrebbe attuare le seguenti azioni:
1. Censire gli italiani presenti all’estero, per motivi temporanei di lavoro, di studio e turistici, che ritengano di mettersi in contatto con le autorità italiane per favorire l’organizzazione del loro rientro indicando modalità e tempistiche;
2. Permettere, su base volontaria, il rientro per i cittadini iscritti ad AIRE;
3. Organizzare voli speciali per l’Italia dai principali aeroporti esteri;
4. Mettere a disposizione un numero telefonico unico per essere guidati nella procedura di rientro. Lo stesso numero dovvra poter essere utilizzato anche dai famigliari degli italiani rientranti;
5. Consentire ai famigliari di poter accogliere le persone nel luogo di arrivo tenendo presente le necessità di eventuale quarantena di chi rientra in Italia.

Auspichiamo che queste misure vengano attuate in tempi brevi in modo da permettere un rientro sicuro sia per gli italiani all’estero sia per la nazione stessa.

Layla Yusuf, coordinatrice Gruppo +Europa Reggio Emilia

Giacomo Benassi, consigliere comunale +Europa Reggio Emilia

Lorenzo Sassi, membro del Gruppo +Europa Reggio Emilia

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