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L’incredibile fake news secondo cui il Coronavirus si diffonde con il 5G

Di Giulia Pastorella e Luca Geronimi

Da una teoria del complotto ad azioni distruttive il passo è apparentemente breve. Da qualche settimana gira su internet la teoria che la diffusione del Coronavirus sia in qualche maniera facilitata dalle antenne e dalle onde della tecnologia 5G. La teoria, nelle sue versioni più estreme, addirittura sostiene che l’origine di tutta la pandemia sia dovuta proprio all’installazione di nuove antenne 5G in alcune città cinesi nell’ottobre 2019. Al di là di siti complottisti di dubbia reputazione, persino Gunter Pauli, il consigliere economico di Giuseppe Conte, ha ripreso questa ipotesi in un tweet molto controverso.

La comunità scientifica si è subito mossa per fare debunking, spiegando in maniera quasi ovvia che il virus è una entità biologica e quindi in nessun modo può essere “creato” o trasmesso da onde o radiazioni. In generale ad oggi non esistono prove scientifiche certe che colleghino la nuova tecnologia 5G ad eventuali ripercussioni negative sulla salute umana. Risultano quindi attualmente immotivate le preoccupazioni, ferma restando la necessità di continui e ulteriori approfondimenti quando la tecnologia sarà più diffusa.

Fintanto che questa teoria assurda è restata solo nell’ambito della discussione da social media, poteva ancora andare bene, ma il problema è che ora i creduloni stanno passando ai fatti. In UK questo weekend sono state distrutte diverse antenne 5G e gli operatori che installano questa tecnologia sono stati più volte minacciati. Anche in Italia la resistenza (non si sa se motivata da credulità al complotto o da considerazioni generali di salute) ha portato 20 comuni di cui 7 in Veneto a sospendere sperimentazioni di 5G sul loro territorio. E dire che la normativa italiana di riferimento sul 5G è molto prudente di suo, rispetto ad altri paesi europei… ma evidentemente queste garanzie ai sindaci non bastano. 

Questo atteggiamento di stigmatizzazione del 5G è decisamente da condannare non solo per gli ovvi danni economici, ma anche e soprattutto per i danni che la distruzione di reti di comunicazione potrebbe arrecare agli sforzi già titanici di servizi sanitari nazionali e protezioni civili di tutto il mondo. La connettività, affidabile e rapida, serve ora più che mai: serve per le app di tracciamento, serve per la teleassistenza e la telemedicina, ma anche per sostenere le aziende che sono passate volenti o nolenti allo smart working, oltre che alle scuole ed università che possono proseguire le attività solo online.

Quindi non ci si lasci abbindolare da false notizie cercando colpevoli anche laddove la fisica stessa esclude la loro presenza. In questo momento una connettività solida, estesa a tutto il territorio italiano e ben funzionante, è più necessaria che mai all’Italia e a tutti coloro che lavorano giorno e notte per evitare il collasso sanitario ed economico del paese. 

 

In calce alcuni link per chi avesse voglia di approfondire l’argomento:

 

https://www.iarc.fr/wp-content/uploads/2018/07/Monographs-QA.pdf

https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/vero-campi-elettromagnetici-aumentano-la-probabilita-insorgenza-del-cancro

https://www.cancer.gov/about-cancer/causes-prevention/risk/radiation/electromagnetic-fields-fact-sheet?redirect=true

http://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/electromagnetic-fields-and-public-health-mobile-phones

http://old.iss.it/elet/

https://monographs.iarc.fr/iarc-monographs-on-the-evaluation-of-carcinogenic-risks-to-humans-41/

 

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