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In Russia i ventilatori donati all’Italia sono stati messi fuorilegge

Di Ariela Briscuso
Poco più di un mese fa il Governo Conte ha accolto con grande deferenza la poderosa missione di “aiuti” da parte della Russia per l’emergenza coronavirus. Nonostante le segnalazioni sul fatto che quella missione fosse costituita soprattutto da contingenti militari dell’esercito russo e che, come denunciava la Stampa, praticamente l’80% delle forniture russe fosse inutile, si è continuato a esaltare la Russia, denigrando i critici come ingrati e chiudendo gli occhi davanti alle minacce russe nei confronti dei giornalisti che avevano denunciato la cosa. “Ci hanno portato ventilatori – si diceva – bisogna essere grati”.

Tuttavia, appena pochi giorni fa abbiamo avuto la conferma che la missione di aiuti russa è stata praticamente inutile dal punto di vista umanitario e si è, invece, rivelata come un grande show-off militare di potere sul territorio di un Paese membro della Nato: i ventilatori spediti dalla Russia in Italia, come riportano Repubblica e il Corriere, sarebbero per almeno il 30% parte dello stesso lotto di Aventa-M che in Russia ora è stato ritirato e di cui è stato sospeso l’uso per aver causato incendi e morti in diversi ospedali del Paese. Anche in America i ventilatori Aventa-M sono stati proibiti.

“Dalla Russia con Amore”, era il nome scelto da Putin per una missione in Italia che si è rivelata uno sfoggio di contingenti militari sotto l’egida del Ministro della Difesa e del generale russo Sergej Kikot (noto per essere strenuo difensore di Bashar al-Assad).

Peraltro, secondo il Foglio tutte le sanificazioni fatte dall’esercito russo in Lombardia non erano speciali o particolarmente durature, quindi non c’era ragione di affidarle a un esercito straniero. Oggi, più che mai, ci chiediamo come abbia potuto il Governo consentire che contingenti militari russi attraversassero metà Penisola senza che ci fossero reali benefici per l’Italia.

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