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Gestione europea delle emergenze sanitarie: la nostra proposta nell’agenda di Bruxelles

Dino Guido Rinoldi e Valerio Federico

Un «comparto sanitario europeo per le emergenze sanitarie», Macron, Merkel e la Commissione europea chiedono un’accelerazione. La proposta, anticipata da +Europa, è oramai centrale nelle agende di Bruxelles, Parigi e Berlino.
Il 28 maggio la Commissione europea, tramite il vice-presidente Margaritis Schinas, ha previsto che il progetto di bilancio pluriennale dell’UE, già in gestazione prima della pandemia ed ora in completo rifacimento, contenga un capitolo di spesa autonomo di 9,4 miliardi di euro in materia di salute pubblica. Il programma (denominato Eu4Health) è all’interno del progettato piano Next Generation EU e si presenta come «elemento rivoluzionario per la salute dei nostri cittadini», ha detto la commissaria europea per la salute Stella Kyriakides. Obiettivo del programma è la miglior preparazione davanti all’insorgere delle emergenze sanitarie, come la predisposizione di riserve di forniture mediche, di personale e di esperti, da mobilitare per rispondere alle crisi sanitarie in tutta l’Unione.
Si sta così concretamente avviando a realizzazione la proposta di +Europa espressa già da aprile, depositata in Senato da Emma Bonino, sostenuta da oltre 150 accademici italiani, in gran parte dei settori di Malattie infettive, Biologia molecolare, Anestesiologia, Diritto dell’Unione europea e Diritto internazionale: un comparto sanitario europeo federale per le emergenze con un bilancio adeguato, oggi il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha 100 volte meno le risorse del cugino USA. Solo una forza europea di regia, pronto intervento e protezione civile con un proprio budget, con potere decisionale svincolato da veti dei singoli Stati può agire in tempo, con misure coerenti e coordinate, con raccolta di dati omogenei, con personale formato e preparato adeguatamente, con una capacità produttiva di macchinari e dispositivi di protezione collaudata. Agire in tempo e per tutti.
Il 18 maggio Emmanuel Macron e Angela Merkel, nel corso di una conferenza stampa comune (in videoconferenza), hanno dato il via alla realizzazione di un piano europeo di ricostruzione dichiarando di voler «unire le forze in un modo inedito». La Cancelliera ha precisato che il piano deve dare un contributo decisivo perché l’Europa «esca rafforzata e solidale dalla crisi del coronavirus». Il presidente francese ha espresso la volontà di «dotare l’Europa di competenze concrete in materia di salute. Con stock comuni di mascherine e test, capacità di acquisto comuni e coordinate per cure e vaccini, piani di prevenzione delle epidemie condivisi, metodi comuni per registrare i casi». «Questa Europa della salute non è mai esistita, deve diventare la priorità», ha detto Macron, auspicando una forma di «sovranità europea» per rispondere alle sfide del futuro. La Dichiarazione congiunta chiede esplicitamente “una task force sanitaria dell’UE, interna al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, incaricata, insieme alle istituzioni nazionali, di elaborare piani per prevenire e rispondere alle future epidemie”.

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