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Umbria: Nessun passo indietro sui diritti delle donne

Di Giulia Simi

+Europa sostiene il presidio “Nessun passo indietro sui diritti delle donne”. Innanzi all’attacco frontale ai diritti delle donne è necessario proporre alternative utili e possibili. In Umbria, il governo regionale vuole far regredire nel tempo i diritti e le libertà conquistate, per tornare a negare le possibilità di scelta delle donne.

Aver abolito la delibera sull’interruzione volontaria di gravidanza è un atto gravissimo, intrapreso in una Regione che era all’avanguardia in tema di salute, non solo riproduttiva, sin dagli anni ’70.

L’Umbria è solo una delle 16 regioni dove le donne sono costrette all’ospedalizzazione per avere il diritto all’IVG. Da questa Regione è partito un movimento spontaneo, sostenuto da +Europa, che non vuole più sottostare a ricatto dell’obiezione di coscienza, opposto per impedire l’IVG.

E’ necessario ora battersi in Umbria e nelle ulteriori 15 regioni, quelle che prevedono l’ospedalizzazione obbligatoria per convincere il Governo a riformare le linee di indirizzo del Ministero della , basate sul parere espresso dal Consiglio superiore di Sanità eliminando l’obbligo del ricovero ospedaliero. L’ospedalizzazione deve essere il frutto di una scelta libera e consapevole delle donne, non una imposizione.

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