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Non si possono usare le aziende come ammortizzatore sociale

di Valerio Federico

Altra misura populista del Governo. Se metti in cassa integrazione un lavoratore con contratto a termine in periodo Covid per un determinato periodo, sei costretto a tenerlo per un periodo corrispondente allo scadere della cassa.

Se un’azienda si trova in crisi dati gli effetti della pandemia, senza ordini, dovrà dunque pagare il lavoratore pur non avendone bisogno, pur non avendo lavoro per lui.

E così il Governo potrà continuare a dire che nessuno perde il lavoro… naturalmente affondando così aziende, usate da ammortizzatori sociali, costrette a consumare risorse che potrebbero permetterne il rilancio con effetti benefici, in prospettiva, proprio sull’occupazione.

Ma parte delle risorse destinate alle misure depressive anti-lavoro reddito di cittadinanza e quota 100, non potrebbe essere utilizzata per assicurare un sussidio a termine a chi perde il lavoro, senza pesare sulle imprese?

E il decreto dignità Di Maio che ha ridotto il ricorso a lavoratori flessibili senza portare una crescita dei contratti a tempo indeterminato, come certificato dai dati, lo vogliamo spazzare via anche in considerazione di quanto i lavori a termine possono essere preziosi in periodo di crisi?

(norma della legge di conversione del DL Rilancio, art. 93, comma 1 bis, legge 77/2020)

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