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Raccolta firme al tempo del covid: la Consulta boccia il nostro ricorso. Ora appello alla Corte Europea dei diritti umani

La Corte Costituzionale avrebbe potuto, modernizzando e superando una giurisprudenza obsoleta, riconoscere il ruolo costituzionale dei partiti nella società, almeno di quelli che, come +Europa, sono iscritti al registro dei partiti, hanno accettato di sottoporre la propria vita interna a un ordinamento democratico e quindi ‘concorrono con metodo democratico a determinare la politica nazionale’ come chiede l’art. 49 della Costituzione. La Corte ha invece perso un’occasione preziosa e non ha così voluto esaminare la duplice questione posta da +Europa”.
Lo dichiara Simona Viola, presidente di Più Europa.

“I cinque partiti che ormai sembrano far parte di un “club esclusivo” (PD, M5S, FDI, FI e Lega) strumentalizzano la raccolta di firme per impedire a ogni altra forza politica di concorrere liberamente ad armi pari alle competizioni elettorali.

E, pur di impedire agli ‘entranti’ di  competere, non esitano a mettere in pericolo la salute di cittadini elettori, cancellieri e attivisti obbligandoli ad assembramenti che sono tuttora giustamente considerati pericolosi.

Stiamo assistendo – prosegue Viola – a una drammatica involuzione: la ricerca di sottoscrizioni presso i cittadini e gli elettori (dai referendum alle petizioni e ai disegni di legge di iniziativa popolare) da tradizionale strumento di democrazia diretta si sta trasfigurando – in tempi di populismo – in strumento interdittivo della partecipazione democratica degli outsider. Il Governo dapprima ha imposto ai cittadini di stare in casa, di non avvicinarsi a meno di un metro dagli sconosciuti, e poi ha costretto i partiti che non fanno parte del loro Club a scendere per strada e avvicinare migliaia di persone per una raccolta di sottoscrizioni “fisica” che si scontra con il buon senso (ormai possiamo esprimere la nostra volontà on line su qualsiasi tema, è davvero inspiegabile la strenua difesa di un sistema così arretrato). Mentre ringraziamo il Professor Cassella per gli sforzi profusi nel tentativo di dimostrare l’ammissibilità e la fondatezza della posizione di +Europa, speriamo che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, a cui ci rivolgeremo, possa arrivare laddove la Corte Costituzionale Italiana ha deciso invece di fermarsi”, conclude la presidente di Più Europa.

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