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Il si’ del Pd al taglio dei parlamentari è un errore fatale e il totale cedimento al M5S

di Benedetto Della Vedova
Il Sì del PD al referendum sull’irragionevole taglio dei parlamentari imposto dal M5S è un errore fatale, rappresenta il cedimento all’antipolitica e all’antiparlamentarismo del partito del vaffa. Nulla di più, nulla di meno.
Di Maio e Crimi hanno ripetuto a tutti l’unica interpretazione autentica della (non) riforma costituzionale: tagliamo le poltrone per risparmiare.
Non cercano il taglio, ma lo scalpo degli eletti. Punto.
Il M5S oggi si sarebbe ‘evoluto’ ed emancipato dall’antipolitica? Falso. E se fosse vero sarebbe una ragione in più per votare no, ovviamente.
Che il PD, partito di maggioranza e di Governo, proponga, per rimediare al totale vuoto di contenuti politici difendibili in questa botta alla costituzione, una legge di iniziativa popolare sulla fine del bicameralismo paritario suona comico: bastava dire al M5S che la riduzione del numero dei parlamentari si doveva fare solo contestualmente ad altre riforme della Costituzione.
Se vincesse il Si’, ci dovremo tenere gli squilibri e sperare che il prossimo parlamento (con quale maggioranza?) si metta una mano sul cuore e sani i guasti di questo inutile taglio grillino concesso a un movimento in declino che ha fatto il pieno di potere nei palazzi ma che ha perso consenso nel paese.
Lo voglia o no, oggi il PD assomiglia sempre più al M5S.
#PiùEuropa ha sempre votato coerentemente contro e chiede di votare No, certa di rappresentare molti europeisti, liberaldemocratici e riformisti che non si rassegnano all’idea sbagliata che per battere Salvini si debba diventare grillini.
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