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Il caso Navalny e l’inconsistente politica estera del governo italiano

di Yuri Guaiana

Ieri il Cremlino ha dovuto smentire il presidente Conte che aveva detto, in un’intervista al Foglio, che Putin avrebbe costituito una commissione d’inchiesta sul caso dell’avvelemanento dell’oppositore russo, Aleksei #Navalny.

Il Cremlino, dopo aver definito #Navalny “il paziente di Berlino”, ha ribadito, invece, che “un’inchiesta preliminare era gia’ in corso da tempo. Ma tutte le analisi degli esperti russi hanno mostrato l’assenza di sostanze tossiche e per questo non e’ possibile avviare un procedimento penale”.

A questo punto il Presidente del Consiglio cosa fa? Non chiarisce che l’Italia chiede un’inchiesta indipendente e la collaborazione alle autorità russe, come fanno la Germania e la Francia, no, per carità. Palazzo Chigi si affretta, invece, a dire che sì va beh, la “sostanza” è quella.

La sciatteria comunicativa e la scarsa comprensione della Russia di Putin sono imbarazzanti, ma sarebbero il meno. Quello che è veramente grave è l’inconsistente politica estera del governo italiano, in particolare quando si tratta di tiranni come Putin. Che vergogna!

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