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Il Piano Vaccini che non c’è

L’attuale versione del “Piano Vaccini” del Governo (fonte: “Piano Strategico – Elementi di preparazione e di implementazione della strategia vaccinale”, Min. Salute, aggiornamento del 12/12/2020 comunicato alle Regioni) presenta significativi fattori di rischio nell’esecuzione, che va effettuata con la massima tempestività ed efficacia, della somministrazione delle dosi di vaccino disponibili previste dagli accordi di distribuzione siglati in sede europea, per le seguenti ragioni.

Scarica l’analisi critica del Piano Vaccini in PDF curata da Carlo Alberto Carnevale Maffè*.

 

Non c’è abbastanza personale per rispettare i tempi

Il numero e l’effettiva disponibilità prevedibile dei medici (3mila) e infermieri (12mila) inclusi nei bandi del Governo, nonché del personale operativo di supporto,  appaiono non del tutto adeguati, sulla base di assunzioni prudenti sui tempi medi di attraversamento del processo di somministrazione (20’ medi di impegno del personale infermieristico per trattamento/persona – considerata anche l’incidenza dei trattamenti a domicilio – invece dei circa 10’ stimati dal Piano), a garantire la somministrazione delle dosi di vaccino indicate dal Piano. Con le sole risorse professionali attualmente previste, alle quali verrà proposto un contratto di 9 mesi, si può stimare che, se il tempo medio realmente impiegato dovesse rivelarsi superiore alle attuali stime, serviranno almeno 12-15 mesi di tempo per somministrare (a 2 turni giornalieri, 7 giorni su 7) il vaccino ad almeno l’80% della popolazione.

 

Non è previsto il coinvolgimento delle strutture private convenzionate

Non è stata fornita alcuna linea guida per il possibile convenzionamento delle strutture private, che potrebbero mettere a disposizione le risorse professionali necessarie a far fronte nel minor tempo possibile al carico di somministrazioni coerente con il piano di disponibilità dei vaccini, consentendo in linea teorica di vaccinare l’80% della popolazione entro la fine di giugno 2021. Il piano di consegna delle dosi di vaccino, se rispettato e associato al coinvolgimento di strutture private convenzionate, consentirebbe già entro il primo semestre 2021 di effettuare molti milioni di trattamenti in più delle somministrazioni estrapolabili dal Piano del Governo, che prevede di usare solo risorse pubbliche, assumendo nuovo personale da selezionare e formare, invece di utilizzare le risorse già esistenti e formate del settore privato.

 

Non c’è trasparenza e mancano informazioni essenziali

Non sono stati forniti il piano di rilasci e le specifiche tecniche del sistema informativo che dovrà garantire la necessaria governance del Piano Vaccini, pianificando in modo rigoroso gli appuntamenti di somministrazione e integrandosi con i sistemi regionali e possibilmente con le strutture private convenzionate, e rilasciando in modalità “open data” i dati anonimi aggregati a scopo di monitoraggio e analisi scientifica. Ciò può comportare gravi rischi di ritardo, oltre che possibili discriminazioni verso le categorie più a rischio e mancanza della trasparenza necessaria a creare ampio consenso tra la popolazione.

 

Non c’è alcuna strategia di comunicazione verso la popolazione 

Non è stata comunicata una chiara strategia di comunicazione e/o di “nudging” per sollecitare l’adesione della popolazione target alla campagna vaccinale, fattore particolarmente grave visti i sondaggi che stimano in circa il 31,9% coloro che sono intenzionati a vaccinarsi “il prima possibile”, su un totale di soli 47 italiani su 100 esplicitamente intenzionati a sottoporsi alla vaccinazione, e ben il 34% contrari a vaccinarsi, con il grave rischio di non raggiungere il target minimo per ottenere l’effetto atteso di immunità di gregge (Fonte: SWG, 22/12/2020).

 

Non sappiamo nulla dei punti di erogazione sul territorio

Non sono state comunicate, nonostante sia già previsto l’avvio della campagna vaccinale per il 27/12/2020, le modalità relative alla logistica di accesso né ai primi 300 punti di erogazione né ai 1.500 punti totali previsti dal Ministero della Salute sul territorio nazionale; questi ultimi dovranno supportare un carico medio prossimo a 30-40mila persone ciascuno, distribuite ragionevolmente su 2 turni giornalieri, 7 giorni su 7, per molti mesi, con flussi estremamente ben organizzati di accesso, preparazione, sottoscrizione del consenso informato, somministrazione, sorveglianza post somministrazione, sanificazione degli ambienti ed eventuali interventi di supporto emergenziale. Ogni piccolo ritardo si riflette su un allungamento dei tempi totali: si può stimare che ogni singolo minuto di tempo medio di trattamento in più comporterebbe un ritardo addizionale di 1 mese nel completamento della campagna vaccinale. Non sono noti i volumi e gli impegni logistici per le somministrazioni a domicilio, che impiegheranno un team composto da 1 medico e 1 infermiere, con significativa riduzione della produttività media giornaliera. Non sono state comunicate le disponibilità, né calendariali né territoriali, delle necessarie dotazioni mediche (siringhe, aghi, DPI, sistemi di conservazione, medicinali per gli eventuali interventi di mitigazione degli eventuali effetti collaterali, ecc.), con il rischio che possibili carenze ritardino il Piano stesso o provochino disservizi per i cittadini.

 

Si richiede pertanto che il Governo comunichi tempestivamente quanto segue:

  1. Il cronoprogramma dettagliato del piano di ricerca, selezione, formazione e operatività del personale medico e infermieristico previsto, e i relativi costi previsti.
  2. La distribuzione prevista di tale personale per turni di lavoro, squadre medico-infermieristiche, punti di erogazione e logistica, inclusivi delle previsioni aggregate per i volumi di somministrazioni a domicilio.
  3. Gli orari di apertura, le modalità di accesso e i livelli di sicurezza, sanificazione e protezione dei primi 300 punti di erogazione previsti, nonché del totale dei 1.500 punti sul territorio nazionale.
  4. Le caratteristiche e i canali di contatto dei sistemi di prenotazione e/o di convocazione dei cittadini per gli appuntamenti di somministrazione delle prime e delle seconde dosi.
  5. Le previsioni dettagliate sui volumi e sui tempi di somministrazioni previsti, disaggregati per area geografica e per categorie di cittadini pianificate in base alle priorità stabilite.
  6. Le specifiche funzionali di massima del sistema informativo di monitoraggio del piano vaccinale e la struttura degli “open data” da esporre per la ricerca scientifica e lo scrutinio democratico.
  7. Gli eventuali piani di convenzionamento con le strutture private o, in alternativa, i piani di potenziamento delle risorse medico-infermieristiche pubbliche necessarie per massimizzare la capacità di somministrazione in modo coerente con la disponibilità prevista dei vaccini, corredati dalla relativa analisi comparativa di costi e benefici.

 

* Carlo Alberto Carnevale Maffè è Associate Professor of Practice di Strategy and Entrepreneurship presso SDA Bocconi School of Management e membro del Comitato Scientifico di +Europa.

Riguarda la conferenza stampa 

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