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Le nostre proposte per riaprire la scuola: 10. Next Generation per la Next Generation

di Luca Monti

+Europa chiede che la scuola riapra in SICUREZZA il 7 gennaio. Per farlo propone 10 punti.

DECIMO: Next Generation per la Next Generation.

Avviare un dibattito pubblico aperto in tutte le sedi istituzionali per la definizione di un piano di investimenti sul Next Generation EU capace di far evolvere la scuola per rispondere alle sfide della società della conoscenza.

Sembra che ci sia una difficoltà diffusa ad utilizzare Next Generation, si preferisce in ogni comunicazione usare Recovery Plan.

È il segnale evidente che si vogliono privilegiare, come sempre, le present generations.

C’è anche un alone opaco che nasconde con cortine di fumo quanto sta avvenendo nelle stanze dei bottoni, qualsiasi esser siano, dalle piramidi alle polverose scrivanie ministeriali non trapela il disegno e tantomeno il dettaglio (là dove si nascondono ulteriori sorprese).

La richiesta di +Europa è che si avvii un processo chiaro e trasparente. Questo non significa che non si riconosca che chi governa non abbia le proprie prerogative (e conseguenti responsabilità) ma che debba esserci una corretta informazione del percorso e della visione. Si promuovano modalità di raccolta di contributi e proposte dalla società civile e dall’intero arco parlamentare. 

Poi chi deve decidere decida, motivando e argomentando.

In uno scenario di questo tipo, che purtroppo all’orizzonte non si vede ancora, la scuola ha bisogno di risorse di investimento per rimettersi al passo con le sfide di una società in rapida evoluzione.

Per una riforma vera della scuola non basterebbe tutto il Next Generation ma di certo si possono individuare alcune priorità di investimento con una quota significativa. Che siano “investimenti” veri.

Si pensi all’importanza delle competenze, alla loro trasformazione ed evoluzione sotto la spinta di tecnologie, mercato e globalizzazione e quindi al bisogno di formazione, metodologie, strumenti e spazi.

C’è il tema strategico dell’apertura della scuola in tutte le forme e accezioni del termine. 

L’unica, vera riforma della scuola fu ispirata da due filosofi in un periodo lontano e anche molto negativo della storia nazionale, però fu così solida da superare il suo tempo.

Servirebbe – per cogliere quell’esempio – uno sforzo non solo economico ma di intelligenze, delle migliori intelligenze che si occupano di scuola, di società, di economia, di tecnologie.

Insomma.

Non ci accontentiamo di un piano per mettere un cappottino termico a tutte le scuole, pensando con questo di aver fatto una geniale operazione di green school.

Il rasoio di Occam non risolve tutti i problemi. Anche Pierino lo sa.

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