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Cosa sta succedendo in +Europa?

+Europa sta attraversando una fase complicata della sua breve storia politica. Chi ha seguito nel dettaglio il dibattito interno degli ultimi mesi si è probabilmente già fatto un’opinione molto netta di quel che è successo finora, e delle prospettive sul futuro. Proviamo a ripercorrere insieme i fatti più importanti.

Il 6 dicembre del 2020, come molti di voi ricorderanno, era stato convocato il Congresso di +Europa per il 10 e 11 aprile, e contemporaneamente l’Assemblea si era data il tempo necessario per redigere un nuovo regolamento congressuale da diffondere tre mesi prima del congresso e compatibile con l’impossibilità di svolgere assemblee affollate in presenza.

Art. 9.2 dello Statuto di +Europa. Il Congresso è convocato dal Presidente, su deliberazione dell’Assemblea, ogni due anni e vi partecipano tutti gli Associati, direttamente o per delegati eletti, secondo le modalità e le regole stabilite dall’Assemblea con Regolamento da approvarsi contestualmente alla convocazione del Congresso e comunque almeno tre mesi prima della data di convocazione del Congresso.

L’Assemblea, riunitasi molte volte nelle settimane e nei mesi successivi, non è riuscita ad approvare un regolamento congressuale con la maggioranza necessaria dei 2/3 dei suoi componenti, e questo ha provocato (durante un’Assemblea del 14 febbraio) il rinvio del Congresso a data da destinarsi. Ci sono stati forti dissidi che si sono sviluppati essenzialmente intorno a tre nodi politico/regolamentari: l’interpretazione di una clausola statutaria relativa alle modalità di iscrizione, la “ponderazione” del peso degli iscritti delle diverse regioni nel caso di svolgimento di un congresso per delegati, e la richiesta di un accordo “politico” sulla leadership da stringere prima del Congresso tra tutte le anime del partito.

Art. 5.2 dello Statuto di +Europa. Si consegue la qualità di Associato con il pagamento della quota di iscrizione annuale, che deve essere versata individualmente da ciascun Associato, essendo escluse le iscrizioni collettive.

Secondo una parte dell’Assemblea molte persone si sarebbero iscritte secondo modalità non conformi allo Statuto, e quindi la loro iscrizione andrebbe cancellata: le iscrizioni tramite bollettino postale versato nello stesso ufficio postale in numero maggiore a quattro, le iscrizioni effettuate dallo stesso dispositivo (pc, tablet, ecc.) in numero maggiore a quattro e le iscrizioni il cui pagamento è stato effettuato con la stessa carta di credito. In particolare quest’ultimo dato non è verificabile in quanto il sistema di gestione dei dati utilizzato da +Europa non consente di risalire al numero della carta di credito utilizzata per i versamenti.

Il Collegio di Garanzia di +Europa, all’unanimità,  ha deciso diversamente: interpellati nel merito dal Tesoriere, i Garanti hanno interpretato lo statuto nel senso che le iscrizioni collegate tra loro da una medesima modalità di pagamento non siano da cancellare, ma che debba essere verificata la volontarietà e la consapevolezza del titolare. Negli scorsi mesi quasi 500 iscritti sono stati dunque contattati via mail o via telefono e la loro posizione è stata quindi – nella maggior parte dei casi – regolarizzata.

Poi c’è il nodo del regolamento: non essendo possibile svolgere un Congresso in presenza come quello del 2019, il dibattito sull’organizzazione di un Congresso per delegati si è arenato sulle modalità della loro elezione, essendo necessario, secondo la stessa parte dell’Assemblea, utilizzare dei criteri di ponderazione che differenziassero il peso del voto di ogni iscritto in base alla regione di residenza e al rapporto tra iscritti e abitanti in quella regione, criteri che secondo l’altra parte dell’Assemblea sarebbero punitivi introducendo differenze ingiustificate nel valore del voto di ciascun iscritto al Congresso.

La stessa parte dell’Assemblea proponeva anche un “accordo politico” in base al quale il Congresso non avrebbe più dovuto eleggere un Segretario, ma confermare alla guida di +Europa un gruppo di persone espressione delle diverse anime interne, e al tempo stesso si sarebbero dovute scrivere nuove regole congressuali e statutarie con lo scopo di impedire il formarsi di qualsiasi maggioranza interna, lasciando agli iscritti solo un ruolo di ratifica.

I gravi dissidi nati attorno a questi nodi hanno portato dapprima alle dimissioni dei Garanti, e all’elezione di un nuovo Collegio di Garanzia, poi alla votazione di una mozione di sfiducia nei confronti del Tesoriere Valerio Federico e quindi all’elezione al suo posto, nell’ultima Assemblea, di Carmelo Palma. La sfiducia al Tesoriere, votata il 13 marzo, ha portato Emma Bonino a prendere le distanze in maniera netta dalla maggioranza dell’Assemblea e a dire che non si riconosceva più in +Europa. Dichiarazioni molto gravi, che hanno indotto Benedetto Della Vedova a dimettersi da Segretario, per sbloccare lo stallo che continuava a impedire la celebrazione del Congresso: infatti le dimissioni del Segretario comportano l’automatica convocazione di un Congresso entro tre mesi. Simona Viola, che oggi ricopre la carica di Segretaria pro-tempore, ha comunicato che il secondo Congresso di +Europa si svolgerà il 21, 22 e 23 maggio.

Art. 13.5 dello Statuto di +Europa. In caso di morte, dimissioni, impedimento permanente o di cessazione dalla carica del Segretario è convocato un Congresso straordinario entro tre mesi e, nelle more della convocazione, i poteri del Segretario sono esercitati dal Presidente.

Cosa succede adesso? È opinione della Segreteria che il prossimo Congresso debba essere regolato come il precedente, non essendo stata in grado l’Assemblea di approvare un diverso regolamento per un congresso di delegati. È necessario cioè che si svolga un Congresso di tutti gli iscritti (e non di delegati) disciplinato dal regolamento usato per il primo Congresso, già in larghissima parte nella sostanza modificato ed emendato con le modifiche statutarie approvate il 5 dicembre (tutte le regole relative all’elezione delle cariche sono ad esempio contenute nel nuovo Statuto) e, per quanto riguarda la composizione della platea congressuale e i diritti di elettorato attivo e passivo, dalla mozione approvata dall’Assemblea il 6 dicembre. Un corpo regolamentare che ha già quindi la sua piena organicità e funzionalità.

Ma come si fa con il Covid? In questo caso ci viene in aiuto il cosiddetto “Decreto Cura Italia” che consente, durante l’emergenza pandemica, “anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l’espressione  del voto in via elettronica o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione”. Si può anche prevedere che “l’assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto”. Si tratterebbe quindi di un Congresso di tutti gli iscritti interamente online, in cui gli ambienti “fisici” sono sostituiti da ambienti virtuali, senza che questo provochi modifiche sostanziali nel testo del regolamento, ma solo deroghe ad alcune sue parti.

Su questo ancora oggi ci sono opinioni divergenti, sono stati raccolti diversi pareri legali, e alcuni membri dell’Assemblea si sono rivolti al Collegio di Garanzia, che svolge anche importanti funzioni proprio durante le fasi precongressuale e congressuale, sottoponendo un quesito in merito all’applicabilità di questo regolamento, al quale i Garanti devono ancora dare risposta.

La nostra speranza è che si riesca presto a restituire la parola agli iscritti di +Europa attraverso la celebrazione del suo Congresso nei tempi comunicati, un Congresso nel quale potranno finalmente competere diverse proposte politiche e diverse candidature. Speriamo anche che questa pagina turbolenta sia messa definitivamente alle spalle e che +Europa torni a essere un partito nel quale la sua leader carismatica, Emma Bonino, possa sentirsi pienamente a casa.

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