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L’aberrazione omofoba dei referendum di Orban sulla legge anti-Lgbti

di Yuri Guaiana

L’annuncio di Orbán che indirà un referendum in Ungheria per sottrarre diritti alla minoranza LGBTI è un’aberrazione che ci rimanda ai tempi più bui della storia europea.

I 5 quesiti referendari annunciati oggi, che includono domande come «Sei d’accordo che incontrollati contenuti multimediali siano mostrati ai bambini, con il rischio che influenzino il loro sviluppo sessuale?» o «Sei d’accordo che i bambini partecipino ad attività scolastiche sugli orientamenti sessuali senza il consenso dei genitori?», sono chiaramente manipolatori e volti a silenziare l’intera comunità LGBTI. Si prepara una campagna che soffierà per mesi sul fuoco dell’omofobia e della transfobia aumentando notevolmente i rischi di discriminazioni e violenze ai danni di bambini e famiglie LGBT+. Lo abbiamo visto accadere in altre parti del mondo e non immaginavamo che uno stato membro dell’UE potesse arrivare a tanto. L’Unione Europea deve continuare a tenere alta la pressione e garantire il rispetto dello stato di diritto tra i propri membri. Questo sabato parteciperò al Budapest Pride a fianco degli amici e delle amiche ungheresi.

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