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Da Ursula von der Leyen l’Europa che vogliamo

Di Anita Bernacchia

“Se sembra impossibile, allora si può fare”. Chiude così Ursula von der Leyen il discorso sullo Stato dell’Unione, pronunciato al Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo.
Dal 2015, con il #SOTEU (State of the Union Address) il presidente della Commissione europea in carica illustra i traguardi raggiunti e le sfide che l’Ue ha affrontato durante l’anno, anticipando i passi futuri.

Salute e pandemia tra i temi chiave, con l’avvio di HERA, l’Autorità dell’Ue per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA), e il #Certificato digitale europeo, che ci ha consentito di tornare a viaggiare e divertirci e di esercitare le nostre libertà. E l’annuncio di una nuova strategia europea sulle terapie.

L’Ue pone i #giovani al centro, tra le categorie che più hanno sofferto in pandemia: a loro sarà dedicato il prossimo anno europeo (2022).
Sui giovani si punta molto per modellare la Conferenza sul futuro dell’Europa. E qui, l’impegno serio del capo dell’esecutivo europeo per il buon esito di questo forum di consultazione cittadina: la Commissione si impegna a dar seguito ai punti proposti dalla Conferenza.

La crisi afgana ha mostrato ancora una volta le debolezze di una Ue poco decisa in materia di politica di difesa. Ursula lo ha ribadito ancora: abbiamo bisogno di un’Unione della difesa per garantire la sicurezza degli stati membri. Entro fine anno sarà annunciata una Dichiarazione UE-NATO, mentre sotto la Presidenza francese sarà convocato un vertice sulla difesa europea per trarre le somme, tra l’altro, della riflessione attorno alla Bussola strategica, che intende definire la capacità dell’Unione di creare una cintura di sicurezza attorno all’Europa.

L’impegno umanitario si riconferma con l’intenzione di stanziare un nuovo pacchetto da 100 milioni di euro per l’Afghanistan.

La mancanza di volontà politica dell’Ue in politica estera sarà compensata da più cooperazione in fatto di intelligence e cybersicurezza, con una nuova proposta di legge per una cyber-resilienza europea. Sarà essenziale per contrastare gli attacchi ibridi all’Europa, che non saranno più tollerati.
Non manca l’accento sulla migrazione, per cui si cerca un “terreno comune” sul nuovo patto proposto un anno fa. E’ ormai tempo per una nuova “politica per la gestione migratoria” europea.

Un’Europa più sicura, più resiliente, ma anche un’Europa responsabile, che si batte per il cambiamento climatico, i cui effetti sono causati dall’uomo, e proprio per questo risolvibili. L’importante è prendere come base la scienza e i suoi dati, dice la presidente citando il recente rapporto dell’IPCC dell’ONU.
E un’Europa più digitale e connessa, con la nuova strategia per la connettività Global Gateway.
Anche un’Europa della giustizia, che ribadisce che i diritti umani non sono negoziabili, e che lo stato di diritto non è solo un nobile scopo, ma la base stessa per il progresso. Le sentenze della Corte, sottolinea von der Leyen, vanno rispettate in ogni stato dell’Ue. ?Un’Europa dei diritti, con un Pilastro per i diritti sociali, e che, per tutelare i diritti di una tra le categorie più colpite dalla pandemia, ha in piano una legge sulla lotta alla violenza contro le donne.
Tutela dei diritti che passa anche per la libertà dei media, troppo spesso vittime di violenze e attacchi nello svolgimento del proprio lavoro.

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