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Covid in Europa: a chi il premio di buona condotta?

Di Erica Galanti

 

Il trend è confermato: come nel 2020, i contagi Covid aumentano nella stagione autunnale. Non fa eccezione l’Europa: secondo l‘Ecdc, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, i dati riguardanti la pandemia nel continente sono notevolmente peggiorati. L’Italia, che nel marzo 2020 è stato uno dei paesi più colpiti dal Covid, si pone stavolta davanti ai vicini europei per quanto riguarda numero di vaccinazioni, misure anti-covid e numero di regioni con minore pericolo di diffusione.

 

Misure poco efficienti, scarsa prevenzione e non abbastanza vaccinati si traducono, a partire da ottobre, in un notevole peggioramento del numero di casi Covid in tutta Europa. Vengono colpiti in particolare paesi come la Germania, l’Inghilterra e la Bulgaria, costretti a rivedere le proprie misure anti-Covid e decidere se prorogare lo stato di emergenza. Hanno fatto discutere le nuove misure del governo austriaco ad esempio, che da lunedì 15 novembre fa scattare un altro lockdown, stavolta  per i non vaccinati, e quello olandese, che prevede un nuovo coprifuoco ed un lockdown “moderato” per le prossime tre settimane. 

 

In Italia la situazione è tra le migliori in Europa. Seconda solo alla Spagna questa settimana per numero di contagi, nella mappa dell’Ecdc l’Italia è al primo posto. La penisola infatti conta solo aree arancioni – zone in cui i contagi sono meno di 50 su 100mila abitanti con tasso di positività inferiore al 4% – e addirittura sei regioni verdi – zone in cui i contagi sono meno di 50 su 100mila abitanti con un tasso di positività inferiore all’1%. Un traguardo importante, considerando che le zone verdi sono assenti in tutti gli altri stati europei. Basta guardare la Germania, l’Olanda o la Romania per comprendere la differenza: si tratta di paesi segnati di rosso – zone in cui i contagi sono più di 200 su 100mila abitanti con un tasso di positività superiore al 4% – o addirittura interamente rosso scuro – zone in cui i contagi sono più di 500 su 100mila abitanti con un tasso di positività superiore al 4%. 

 

I meriti che portano l’Italia sul podio della gestione pandemica non sono pochi. Una campagna vaccinale di successo, che vede il 73% della popolazione vaccinata con due dosi nel mese di novembre, è sicuramente il motivo principale per cui la situazione rimane sotto controllo. “«L’effetto negativo sui contagi dovuto alla diffusione della variante Delta, più trasmissibile delle precedenti, in Italia è stato praticamente annullato dalla campagna vaccinale» conclude lo studio dell’ISS e della Fondazione Bruno Kessler, sottolineando i traguardi raggiunti con la vaccinazione. Seguono misure efficaci come quella del Green Pass, reso obbligatorio nei posti di lavoro pubblici e privati, nelle università, nei trasporti e nelle attività ed i servizi, ed al mantenimento di altre misure cautelari nei luoghi pubblici come le mascherine e la distanza di sicurezza.

 

I risultati italiani si pongono come esempio per tutti i vicini europei. Con l’arrivo delle terze dosi e della stagione invernale, l’Italia dovrà fare attenzione a mantenere questo andamento positivo per poter permettere la continuazione e la piena ripresa delle attività economiche, commerciali e sociali.

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