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Quarantuno anni fa il terremoto dell’Irpinia. Sulla sicurezza c’è ancora molto da fare

di Manuela Zambrano

41 anni il terremoto dell’Irpinia – circa 3.000 morti, 9.000 feriti e 300.000 sfollati. Un territorio montuoso, quello dell’Irpinia, soggetto a cadenza quasi regolare ad eventi sismici, talvolta distruttivi. Grazie alla lungimiranza di Giuseppe Zamberletti, quel sisma fu l’occasione, per l’Italia, di dare vita alla Protezione Civile Nazionale, straordinaria organizzazione a tutt’oggi tra le migliori in Europa. Ma, oltre questo, quell’evento non lasciò una concreta consapevolezza della fragilità degli insediamenti umani in Italia, terra di dissesto idrogeologico, di vulcani e terremoti.

Secondo l’attuale classificazione sismica italiana, 21,5 milioni di persone abitano in aree del paese esposte a rischio sismico molto o abbastanza elevato; altri 19 milioni risiedono in aree a rischio basso.

Più del 50% del patrimonio edilizio italiano è stato costruito prima dell’approvazione della prima normativa sismica, avvenuta nel 1974. Si stima, altresì, che il 40% del patrimonio edilizio italiano non sia adeguato a resistere ad un sisma di media intensità rispetto alla classificazione sismica del territorio di riferimento. Dal 1968 (terremoto del Belice) ad oggi, gli eventi sismici hanno generato una spesa pubblica annua per la ricostruzione di 2,2 miliardi di euro, lasciando comunque situazioni irrisolte come quella di Messina dove, per il terremoto avvenuto nel 1908, ancora migliaia di cittadini vivono in alloggi-baracche.

Con molta lentezza, finalmente qualche anno fa, sono stati approvati incentivi statali per interventi antisismici negli edifici esistenti.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha stimato che l’utilizzo del Sismabonus ha raggiunto ad oggi quota 350 milioni di euro, a fronte di una media annua di utilizzo degli incentivi per ecobonus di 3,5 miliardi. L’abisso tra l’accesso al Sismabonus e agli incentivi per Ecobonus (dell’ordine di dieci/venti volte superiori) evidenziano che c’è ancora molto da fare per garantire la sicurezza dei cittadini italiani nelle proprie case, in un territorio come quello italiano che non ha solo bisogno di rispetto per l’ambiente ma anche, e profondamente di incremento della sicurezza nei confronti del rischio sismico.

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