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Genny Carlana

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  • signed Cannabis Legale 2022-08-08 16:10:19 +0200

    Cannabis Legale

    REFERENDUM CANNABIS

     

    Per depenalizzare la cannabis e aprire la strada delle legalizzazione in Italia

    Se vince il sì la coltivazione domestica per uso personale destinate non sarà più reato. 

    Restano puniti i reati di produzione massiva e detenzione ai fini di spaccio.

    Se vince il sì la popolazione carceraria, costituita per un terzo da persone detenute per reati connessi al Testo Unico sulle Droghe e in maggior parte legati alla cannabis, diminuirebbe drasticamente, incidendo positivamente sul problema del sovraffollamento delle carceri.

    Se vince il sì non sarà più prevista la sospensione della patente come sanzione amministrativa per chi detiene una piccola quantità di sostanza stupefacente per uso personale. Guidare dopo averla consumata resta reato.

     

    Perché legalizzazione la cannabis è una scelta antimafia

    Il mercato della Cannabis in Italia vale il 39% degli affari della criminalità organizzata sullo spaccio di sostanze stupefacenti. 

    L’Italia oggi è il Paese europeo con le leggi più severe 

    per i reati connessi alla Cannabis eppure il consumo  continua ad aumentare. Sono 6 milioni (1 italiano su 10) 

    le persone che usano Cannabis ogni anno.

    È oramai evidente che proibire non funziona. 

    Lo hanno capito, tra gli altri, gli USA e il Canada dove la legalizzazione ha già portato a una riduzione dei consumi 

    e a un uso più consapevole e controllato oltre alla nascita

    di una nuova economia con regole stringenti.

     

    I BENEFICI DELLA CANNABIS LEGALE

    35.000 nuovi posti di lavoro per una nuova economia legale e trasparente.

    7 miliardi di euro di nuove entrate nelle casse dello Stato.

    Meno processi per il nostro sistema giudiziario grazie alla depenalizzazione dei reati minori 

    e  più risorse per la lotta al narcotraffico.

    Mai più pazienti in tribunale per aver coltivato in casa la cannabis di cui hanno bisogno 

    e che lo Stato non riesce a fornirgli.

    Programmi di informazione ed educazione sui rischi legati all’abuso e alla prevenzione delle dipendenze.

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  • signed Eutanasia Legale 2022-08-08 16:09:16 +0200

    Eutanasia Legale

    REFERENDUM EUTANASIA LEGALE

    Per essere liberi fino alla fine.

     

    Il referendum vuole abrogare parzialmente la norma penale che impedisce l’introduzione dell’Eutanasia legale in Italia. 

    Con questo intervento referendario l’eutanasia attiva, previa valutazione del giudice in sede processuale, potrà essere consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla Sentenza della Consulta sul “Caso Cappato”, ma rimarrà punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni. Dunque, l’esito abrogativo del referendum farebbe venir meno il divieto assoluto dell’eutanasia e la consentirebbe limitatamente alle forme previste dalla legge 219/2017 in materia di consenso informato.

    Per quanto riguarda, invece, condotte realizzate al di fuori delle forme previste dall’ordinamento sarà applicabile il reato di omicidio doloso (art. 575 cp).

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  • signed IO VOTO FUORISEDE 2022-08-08 16:07:44 +0200

    IO VOTO FUORISEDE

    5 milioni di italiani, soprattutto giovani, studiano e lavorano in una regione diversa da quella del comune di residenza.

    L’Italia, oltre a Cipro e Malta, è l’unico Paese in Europa a non riconoscergli il diritto di votare nella città in cui vivono per le elezioni politiche.

    Persino stati come Ungheria e Polonia hanno sistemi che consentono il voto a distanza.

    I cittadini italiani che, anche per periodi brevi, lavorano all’estero possono votare. Chi lavora e studia in Italia NO.

    In questi giorni si sarebbe dovuto votare in Parlamento un disegno di legge che avrebbe garantito questo diritto. La caduta del Governo Draghi ha cancellato anche questa possibilità.

    Per questo motivo al Senato a prima firma di Emma Bonino e alla Camera a prima firma di Riccardo Magi, come +Europa/Azione è stata presentata un'interrogazione alla ministra Lamorgese e abbiamo lanciato un appello al Governo per fare tutto il possibile per agevolare il voto di quasi un decimo della popolazione italiana.

    Le studentesse e gli studenti universitari, in particolar modo, il 25 settembre, saranno in sessione d’esame e di laurea.

    Non possiamo lamentarci della scarsa partecipazione dei giovani alla vita politica e poi non permettergli di votare dove vivono.

    Firma ora il nostro appello, fai sentire la tua voce #iovotofuorisede

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  • De-Putinizziamo l’Italia: sganciamoci dal gas russo e sblocchiamo le rinnovabili

    Putin sta finanziando la sua guerra grazie al gas che vende a noi europei.
    Di fronte al genocidio degli ucraini, non possiamo più restare a guardare.
    E’ ora di deputinizzare l’Italia, a cominciare proprio dallo stop all’acquisto di petrolio e gas di Mosca e puntare sull’energia pulita.

    Abbiamo un patrimonio di idee e progetti sulle rinnovabili che ad oggi è bloccato dalla burocrazia e dall’inerzia amministrativa a vari livelli.

    Soltanto dal 2018 ad oggi, a fronte di più di 24.000 MW di progetti eolici presentati, ne sono stati autorizzati solo 583 MW.
    E di quasi 37.000 MW di progetti fotovoltaici, ne sono stati autorizzati solo 3.566. 
    I procedimenti sono talmente lunghi che l'80% dei progetti autorizzati non può essere costruito perché ormai tecnologicamente obsoleto e per questi deve essere chiesta una variante autorizzativa. Occorre “sbloccare” in fretta le centinaia di progetti eolici e fotovoltaici incagliati nelle Regioni che aspettano da anni di essere autorizzati.
    Gli operatori del settore delle rinnovabili sono pronti, in pochi mesi, a raddoppiare la produzione di energia pulita e indipendente per rendere l’Italia più sostenibile, più libera e più sicura.

    Occorre però un immediato cambio di passo con un pacchetto di riforme che miri:

    1. a rendere davvero efficace il burden sharing con la previsione dell’intervento dello Stato in via sostituiva nelle procedure autorizzative o con la nomina di commissari straordinari nelle Regioni inadempienti;
    2. a rimuovere i poteri di veto tutt’ora esistenti
    3. a prorogare automaticamente la durata delle autorizzazioni scadute.

    Oltre a questo, per una riforma più incisiva e di lungo periodo, è necessario avviare un ripensamento del titolo V della Costituzione e considerare la restituzione al livello statale delle competenze esclusive in materia energetica, necessaria per riconoscere la giusta centralità all’interesse strategico del raggiungimento dell’autonomia e della sicurezza energetiche dell’Italia e dell’Europa, integrate nelle strategie geopolitiche.

    Clicca qui per leggere la proposta completa.

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