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Migranti/Open Arms, Magi: Quale norma legittima gli interventi Sar dei libici? Subito interrogazione parlamentare

“Quanto successo negli ultimi giorni nel Mediterraneo con la nave della Ong Open Arms solleva delle questioni ineludibili.

La guardia costiera italiana che prima allerta Open Arms per intervenire a salvare nelle acque internazionali decine di persone, tra cui donne e bambini, e poi, durante il salvataggio, cede la guida dell’intervento della guardia costiera libica. Quest’ultima che minaccia con le armi gli operatori della Ong perriprendersi i naufraghi a bordo e riportarli nei centri di detenzione libici. E ancora l’attesa di Open Arms di sapere da Roma in quale porto far sbarcare le persone salvate e l’autorizzazione, arrivata solo in serata, di approdare a Pozzallo.

Su quali basi di diritto del mare è accaduto tutto ciò? Rispetto a quali convenzioni internazionali è stata attribuita legittimità dalle autorità italiane alla guardia costiera libica nel controllo delle acque internazionali? E da quando riconosciamo la Libia come “place of safety” dove permettiamo di riportare i naufraghi?

Interrogativi a cui bisogna dare risposta, per questo nella prima seduta della Camera presenterò un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e degli Esteri perché si faccia chiarezza”, fa sapere in una nota il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, deputato di +Europa.

“Di fronte a circostanze così poco chiare – continua – accade pure che la Open Arms venga accusata di associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. A muovere le accuse il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, uno dei protagonisti, meno di un anno fa, della nota crociata contro le Ong impegnate nel salvataggio nel Mediterraneo. Ci rivolgiamo quindi anche al ministro della Giustizia per capire quali garanzie di imparzialità possa offrire Zuccaro nel condurre indagini sulla vicenda Open Arms.

Il rischio di alimentare nuovamente la crociata contro l’aiuto umanitario, in un contesto politicamente così delicato, è altissimo. A qualsiasi irresponsabile polemica politica va quindi anteposta la difesa del diritto internazionale e la tutela della dignità umana“, conclude.

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