Comunicati navigate_next Open Arms, Magi: “Perché ai libici controllo acque internazionali? Governo faccia chiarezza”

Open Arms, Magi: “Perché ai libici controllo acque internazionali? Governo faccia chiarezza”

“Il caso della nave della Ong Open Arms solleva questioni molto gravi, che hanno a che fare con il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, e sulle quali è urgente che il governo italiano faccia chiarezza. Per questo presenterò un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Interno e degli Esteri”, lo dichiara il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, deputato di +Europa, a margine della conferenza stampa dei responsabili di Open Arms con Luigi Manconi.

“Non è chiaro in base a quali convenzioni internazionali la guardia costiera italiana, che aveva allertato la nave di Open Arms perché corresse in soccorso di decine di persone tra cui donne e bambini, abbia poi ceduto alla guardia costiera libica la guida dell’intervento che si stava svolgendo in acque internazionali. È noto che nel Mediterraneo non è stata riconosciuta nessuna zona Sar libica.

Non è chiaro – continua- su quali basi poggino le accuse di associazione per delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina mosse a Open Arms, visto che sono state le autorità italiane prima a segnalare alla nave di Open Arms la necessità dell’intervento e poi ad autorizzare l’attracco da Pozzallo dove è tuttora sequestrata.

La sola cosa chiara, come dimostra il video circolato in queste ore, sono le minacce rivolte armi alla mano dai militari libici agli operatori di Open Arms per riprendersi i naufraghi e riportarli nei campi di detenzione libici. Da quando l’Italia riconosce la Libia come “place of safety” dove poter riportare i naufraghi?

Nell’interrogazione quindi chiederò al governo anche se sia nota la sorte dei bambini, delle donne e degli uomini che erano sull’imbarcazione soccorsa dai militari: un punto fondamentale nel momento in cui per la prima volta si è attribuita legittimità alla guardia costiera libica nel controllo delle acque internazionali, e ineludibile anche alla luce della nuova denuncia dell’Onu sulle torture nei lager libici.

A monte c’è la totale opacità degli accordi stretti tra l’Italia e la Libia per il governo dei flussi migratori sui cui, ricordiamo, come Radicali Italiani lo scorso settembre abbiamo depositato un esposto alla procura della Repubblica di Roma. Su quei patti non c’è stato alcun passaggio parlamentare, nonostante secondo la Costituzione italiana solo il Parlamento può ratificare accordi internazionali”, conclude Magi.