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Cosa è successo ieri in Russia e perché Putin stavolta ha paura


di Yuri Guaiana

Da Vladivostok a Mosca, in decine di citt
à russe (c’è chi parla di almeno 140) questa settimana si sono tenute altre manifestazioni per la libertà e la democrazia in Russia. Alcune di queste manifestazioni hanno attratto veramente molte persone. Quella di Mosca, per esempio, di cui possiamo vedere alcune foto e video di Marco Cicolella.

Nonostante gli oltre 3000 arresti del 23 gennaio, la repressione brutale della polizia e il freddo gelido dellinverno russo, molti russi hanno deciso di tornare a manifestare, stanchi del cronico malgoverno, della cattiva gestione economica putiniana e delle costanti violazioni delle libertà di parola e di assemblea.

I preparativi per le manifestazioni di ieri sono stati frenetici da ambo le parti. Le autorità hanno arrestato tutti i leader, avvocati, famigliari e varie persone legate all'opposizione di Navalny e imposto vari limiti alla mobilità a Mosca. Dallaltra parte gli oppositori si sono organizzati su internet invitando a superare la paura e ad unirsi alle manifestazioni.

Oggi gli arresti e le brutalità della polizia sono state ancora più dure, le ultime notizie informano di circa 4000 arresti che hanno colpito anche i giornalisti.

Ancora una volta sono arrivate le condanne sia dal segretario di Stato americano Antony Blinken, sia dall'Alto Rappresentante dellUnione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell che ha detto: «Anche oggi condanno gli arresti di massa e l'uso sproporzionato della forza contro manifestanti e giornalisti in Russia. Le persone devono poter esercitare il loro diritto di manifestare senza timore di repressione. La Russia deve rispettare i suoi impegni internazionali».

A Mosca, la polizia ha continuato a chiudere gli accessi alle strade, picchiare i manifesta e arrestare anche i passanti, ma non è riuscita a contenere la gente che si coordinava spontaneamente su internet. «Decine di migliaia di persone sono come l'acqua, chiudi una perdita ma trovano un'altra strada. È impossibile fermare l'acqua con il fuoco!», mi scrive Marco Ciccolella da Mosca. Chi non è sceso in strada si è affacciato ai balconi in solidarietà.

I manifestanti gridavano «libertà per i prigionieri politici», «Putin è un ladro», «Mosca esci per strada!», ma anche «lunga vita alla Bielorussia». Evidentemente alcuni russi hanno modificato la loro percezione delle proteste in Bielorussia e alcuni manifestanti si sono anche ispirati alle stesse.

A San Pietroburgo, la polizia ha usato addirittura le pistole elettriche: un uomo è stato picchiato e colpito più volte con una pistola elettrica. Ha perso conoscenza, ma è stato comunque portato arrestato.

Naturalmente, la Russia non è Mosca che, con San Pietroburgo, è la città dove la popolarità di Putin è più bassa. Ma il fatto che manifestazioni si siano tenute anche oggi in varie città di provincia, nonostante i rischi, lascia intendere quale sia il potenziale dellopposizione, soprattutto in previsione delle elezioni della Duma a settembre.

Parallelamente in molte città italiane militanti di più Europa e, in alcuni casi, parte della comunità russa in Italia hanno manifestato in solidarietà con i manifestanti in Russia.

LEuropa e gli Stati Uniti devono aumentare la pressione su Putin e lUnione Europea deve preparare ulteriori sanzioni per rafforzare la propria posizione critica prima della visita di Borrell a Mosca a febbraio.

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