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Pier Virgilio Dastoli, Presidente Movimento Europeo Italia: “ho firmato questa petizione perché solidarietà europea vuol dire più competenze all’UE, col controllo democratico del Parlamento Europeo”

Giulio Cossu, Professore di Medicina Rigenerativa nell’Università di Manchester UK: “Ho firmato questa petizione perché sensibilizza su un tema importante come la salute in Europa. La necessità di un’azione comune ed efficace è in questi mesi resa assolutamente necessaria dalla corrente pandemia che si sarebbe potuta affrontare prima e meglio con un’azione coordinata”

Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio conti pubblici italiani, Università Cattolica S.C.: “Ho firmato perché un efficace governo europeo lo si costruisce a partire da nuclei di effettive competenze, come quelli di intervento sanitario e di protezione civile nell’emergenza”

Gabriele Albertini, già Sindaco di Milano e Senatore: “ho firmato perché credo in un’ ” Europa in Comune” che abbia i poteri per affrontar problemi di dimensione continentale e dove siano valorizzate le autonomie per esigenze locali e regionali”

Gennaro Ciliberto, Professore di Biologia Molecolare nell’Università di Catanzaro, Presidente della Federazione Italiana Scienze della Vita (FISV): “Aderisco con entusiasmo all’appello di + Europa per l’istituzione di nuove modalità condivise di gestione delle emergenze sanitarie. L’epidemia da COVID-19 ha messo in evidenza l’assoluta necessità di affrontare sfide planetarie come questa con sinergia e facendo affidamento su rigorose evidenze scientifiche”

Dacia Maraini, scrittrice, poetessa, saggista e sceneggiatrice: “Ho firmato la proposta di +Europa perché quello che sta accadendo dimostra, ancora una volta, che solo una Europa più unita e concorde può affrontare le grandi sfide del nostro tempo. Una organizzazione europea che affronti nel comune accordo le emergenze sanitarie porterebbe a compimento il bellissimo sogno che ha dato vita alla costruzione di una Europa democratica e solidale”

Philippe Daverio, storico dell’arte, docente, saggista e politico: “Oggi più che mai occorre essere europeisti; e spingere verso un’Europa dove gli Stati della misericordia e del mutuo soccorso, Spagna, Francia e Italia risveglino dal loro egoismo alcuni Stati settentrionali, Germania e Olanda, che alla solidarietà economica sembrano credere meno. Mai come ora lo Stato Nazione, che il virus non conosce e supera nel contagio, deve inserirsi in una dimensione continentale. Mai come oggi le singole regioni sia a nord che a sud hanno dimostrato la loro autonomia di fatto. Che l’Europa di domani debba essere più regionale che nazionale è una domanda che oggi si fa pressante. E che quest’Europa futura debba coordinare le regioni che la compongono diventa una questione politica sulla quale ragionare. Servono fondi comuni per rimettersi in moto; ma serve pure una garanzia paritetica della salute per il futuro. È questo solo l’inizio d’un dibattito che dovrebbe affrontare la parità delle opportunità di welfare ma pure la parità degli impegni fiscali. Dovremmo pensarci già oggi: come mai la Germania che ha una pressione fiscale ben inferiore alla nostra è stata più efficace nel diritto alla salute? Ho firmato la petizione di +Europa perché venga assegnato all’Unione europea il governo delle emergenze sanitarie, firma anche tu!”

Matteo Bassetti, Professore di Malattie Infettive, Università degli Studi di Genova, Direttore Clinica Malattie Infettive, Ospedale Policlinico San Martino di Genova: “ Il COVID ci ha fatto capire che un’Europa senza un coordinamento sanitario sulle emergenze la rende impotente e poco incisiva nella possibilità di intervenire in maniera unitaria. La gestione in questi mesi è stata affidata ai singoli Stati senza alcun coordinamento negli interventi. Non si può pensare di gestire futuri problemi di tipo infettivologico senza una maggior coesione comunitaria sulle politiche degli ingressi extra UE, sulla quarantena, sulle vaccinazioni, sulla gestione ospedaliera e comunitaria. Mi auguro davvero che questa proposta possa essere messa in pratica molto presto”

Francesco Palermo, Professore di Diritto Pubblico comparato, Università di Verona, Direttore dell’Istituto di studi federali comparati di Eurac Research Bolzano: “Si invoca spesso solidarietà europea, ma si dimentica che la via principale per ottenerla è la comunitarizzazione di alcune funzioni essenziali. Una gestione comune delle risposte alle emergenze sanitarie sarebbe un passo fondamentale in questa direzione”

Alessandro Balestrino, Professore ordinario di Economia Pubblica, Università di Pisa: ”Ho sostenuto questa iniziativa perché ritengo che di fronte alle emergenze sanitarie, e non solo, la strada dell’intervento a dimensione sovranazionale sia l’unica perseguibile. L’esperienza recente della pandemia suggerisce con forza che solamente il coordinamento degli sforzi dei singoli Stati sovrani può portare a una soluzione stabile nel tempo, in cui la progressiva eliminazione del rischio sanitario procede il più possibile di pari passo nei vari territori europei, in cui le risorse materiali e le conoscenze sono condivise, anche per un loro uso più efficiente, e in cui la libertà di movimento delle persone all’interno dell’UE non è compromessa”

Anna Lucia Valvo, Professore di Diritto dell’Unione europea, Università di Enna: “Ho firmato la petizione perché credo nel processo di integrazione europea e auspico che l’Unione europea esca dalla fase di stallo in cui versa da qualche tempo a questa parte”
 

Giacomo Di Federico, Professore di Diritto dell’Unione europea, Università di Bologna: “Ho firmato perché ritengo necessario rafforzare il ruolo dell’Unione in ambito sanitario, specie nel contesto di minacce sanitarie a carattere transfrontaliero come il COVID-19”

Patrizia De Pasquale, Professore di Diritto dell’Unione europea, Università LUM Jean Monnet Casamassima, Bari: “Aderisco all’appello di + Europa sull’opportunità di ridisegnare una disciplina sulle emergenze più definita e snella, che si proietti oltre il semplice coordinamento. L’epidemia da COVID-19 ha messo in evidenza la necessità di assegnare all’Unione il ruolo di guida nell’elaborazione di una strategia coordinata e sicura che si basi sui principi di analisi del rischio e di precauzione, così assicurando un giusto equilibrio tra scienza e politica”

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